La fine è il mio inizio

01/04/2011

Per trent’anni Tiziano Terzani, toscano doc, è stato corrispondente dal Sud-est asiatico per Der Spiegel. Sempre in viaggio per il mondo, giornalista, scrittore e attento osservatore della società, ha scritto reportage da Saigon durante la guerra in Vietnam;  è stato uno dei primi giornalisti occidentali ad entrare in Cina nel 1980, affascinato -almeno in un primo momento- dal pensiero Mao Tse Tung; ha scritto dal Giappone e da Nuova Delhi, dove si è interessato alla dottrina di Ghandi; si è trovato in Russia alla caduta del regime sovietico. Dopo aver pubblicato numerosi libri e aver deciso di lasciare il lavoro di giornalista gli viene diagnosticato un tumore. Terzani decide così di ritirarsi sull’Himalaya per tre anni, vivendo da eremita e comunicando raramente con la moglie e i suoi due figli (Folco e Saskia). Quest’ultima esperienza si rivela  per lui decisiva, tanto che riesce a prepararsi alla morte proprio come fosse l’ultima avventura della vita.
Al ritorno dall’Himalaya Terzani torna a vivere in Toscana, nel piccolo Paradiso dell’Orsigna, ed è proprio lì che decide di raccontare la sua storia al figlio Folco. Racconti che il ragazzo registra e trascrive in quello che sarà l’ultimo libro di Terzani “La fine è il mio inizio”.
Ed è proprio da qui che nasce l’omonimo film, presentato il 25 Marzo a Roma presso la Casa del Cinema, alla presenza del produttore Ulrich Limmer, del protagonista Bruno Ganz (nel ruolo di Tiziano Terzani), di Elio Germano (Folco), di Andrea Osvart (Saskia) e della stessa famiglia Terzani.
Un film poetico ed intimista, che descrive un forte legame come quello padre-figlio compiendo una complessa riflessione sulla morte e sulla possibilità di riuscire ad accettarla. Il regista Jo Baier ed il produttore Limmer hanno voluto realizzare un film interamente su questi due temi e sulla figura di Terzani, non ci sono infatti flashback che rimandano alle esperienze dei viaggi, né azioni particolari. Una bellissima colonna sonora di Ludovico Einaudi e poi soltanto le parole del protagonista, i racconti delle sue avventure, della sua vita, i suoi pensieri. Tutto ambientato nella casa di Orsigna, con paesaggi bellissimi che fanno da cornice alle conversazioni tra Terzani/Ganz e Folco/Germano, entrambi davvero commoventi ed intensi. Niente drammaturgia tradizionale, soltanto narrazione ed emozioni, un film semplice e allo stesso tempo complicato, come spiega Folco Terzani (che è anche sceneggiatore), dove per realizzare una riduzione cinematografica di un dialogo, bisogna puntare soltanto sulla bravura degli attori. Bruno Ganz è perfetto nei panni di Terzani, ma il ruolo più difficile forse è stato quello di Elio Germano, un ascoltatore attivo, che recita poche battute e che ha lavorato moltissimo sull’espressione del viso.
I due attori sono accompagnati anche da Erika Pluhar nel ruolo di Angela, la donna a cui Tiziano “deve tutto” e Andrea Osvart che interpreta il ruolo di Saskia, giovane mamma che accetta con commozione l’idea che la morte sia parte integrante della vita.
“La fine è il mio inizio” è il film che anche lo stesso Terzani avrebbe voluto, come spiegano la moglie ed i figli, poiché ogni scena è reale, anche la stessa casa di Orsigna è quella in cui la famiglia ha vissuto.
Uscito già in Germania, con un enorme successo di pubblico e di critica, il film esce nelle sale italiane (in 60 copie) il prossimo 1 Aprile.


 "Allora, questa è la fine, ma è anche l'inizio di una storia che è la mia vita e di cui mi piacerebbe ancora parlare con te per vedere insieme se, tutto sommato, c'è un senso".

Silvia Preziosi