John Turturro, Gigoḷ per caso

23/04/2014

Scritto, diretto ed interpretato da John Turturro, Gigolò per caso è una commedia divertente e allo stesso tempo molto delicata che racconta la storia di un uomo Fioravante (John Turturro) che dopo essere rimasto senza lavoro, decide di diventare gigolò. Accanto a lui il suo amico Murray (un fantastico Woody Allen), anche lui con problemi economici, che decide di mettere in piedi una sorta di impresa, procurandogli i contatti delle donne.  Così mentre Virgil (nome d’arte di Fioravante) si destreggia in un menage a trois con due donne dell’alta società (Sharon Stone e Sofia Vergara), incontra Avigal (Vanessa Paradis), giovane vedova di un rispettabile rabino della quale si innamora. Tra erotismo ed ebraismo Fioravante /Virgil scoprirà il valore dei rapporti umani e del contatto fisico, ma anche dell’amore e della delicatezza, in una New York multietnica e molto caratteristica.
Ed è proprio con questa immensa delicatezza che lo straordinario John Turturro si è presentato alla stampa italiana durante la conferenza stampa che si è tenuta a Roma lo scorso 29 marzo presso l’hotel Regina Baglioni.
«Questo film è nato dal mio barbiere, io gli avevo parlato della mia idea e poi lui ne ha parlato ad un altro cliente, Woody Allen, e così ne abbiamo cominciato a parlare insieme!»  inizia subito a raccontare Turturro. «Ma la sceneggiatura l’ho scritta io -ha poi continuato- Woody ha discusso qualcosa con me, mi ha dato dei consigli e alcuni suggerimenti, mi ha aiutato a rendere la sceneggiatura più sofisticata, ma senza metterci mano. E’ stato un grande attore, quando io dicevo “azione” lui partiva ed era tutto molto semplice; dopo la prima ora di lavoro è stato tutto facilissimo!».
Sulla figura del gigolò invece Turturro ha affermato: «E’ stato interessante conoscerne alcuni; la prostituzione è più che altro una metafora che rappresenta in realtà il bisogno delle persone di entrare in rapporto con altre persone. Il film è incentrato sull’amicizia oltre che sull’amore, ma anche sulla solitudine. Le donne che cercano il gigolò, sono donne sole anche se hanno già una relazione e talvolta vale anche per gli uomini. Per scrivere il personaggio di Fioravante mi sono rifatto a diversi amici, tra cui Marco Pontecorvo (direttore della fotografia), che ha una grandissima manualità ed è una caratteristica che mi attrae molto. Fioravante è una persona che si trova molto a suo agio con le donne, non solo durante il sesso; è disponibile ad ascoltarle, sa amarle e sa essere affettuoso con loro».  «Il film è un po’ una conseguenza della crisi -ha aggiunto ancora Turturro- perché Fioravante diventa gigolò per motivi economici e anche se il mio non è un film impegnato, ma soltanto una commedia, c’è comunque una sfumatura della società attuale».
Ma c’è anche un altro aspetto che Turturro ha ripreso in modo autentico ed è sicuramente il contesto in cui la storia si svolge: «New York è una città multi etnica, ho messo nel film esattamente i luoghi in cui vivo. Tutto è estremamente realistico, anche la rappresentazione della comunità ebraica hasidic, in cui un gruppo di uomini stabilisce le regole per le donne, che dopo i 18 anni devono smettere di istruirsi e possono leggere solo testi religiosi. Nonostante un po’ di ironia, ho comunque voluto ritrarre in modo rispettoso le regole della comunità. A questo ho poi aggiunto la musica che è un mix di elementi, ci sono dei tratti di musica ebraica, napoletana e americana».
Per quanto riguarda invece i personaggi femminili, ha affermato: «Non è facile, oggi, per le donne, avere ruoli interessanti nei film. Per me Sharon Stone era giusta per quel personaggio, che la spinge a fare qualcosa che non ha mai fatto. Volevo donne molto diverse tra loro: basse, alte, nere, bianche, ispaniche; donne che evocassero cose differenti. Ho lavorato sempre a stretto contatto con le donne con le quali ho girato i miei film; tra i miei registi preferiti ci sono Ingmar Bergman, Jean Renoir, Truffaut e Louis Malle proprio perché hanno creato ritratti femminili molto intensi».
Infine Turturro ha parlato velocemente del suo lavoro nell’ultimo film di Nanni Moretti: «Nel ruolo che interpreto recito in italiano, ma di più non posso dirvi. Ho visto molti film di Moretti e sono stato molto contento di lavorare con lui, è stata un’esperienza interessante».

Silvia Preziosi