La Palmira Il Film, da Mendrisio ai cinema italiani

05/05/2014

« I cugini svizzeri dei Legnanesi »: così Alberto Meroni definisce i protagonisti di “La Palmira Il film”. Da lui diretto, il film arriva nei cinema italiani l’8 maggio, portando un tocco di spirito ticinese nell’Italia settentrionale. «Ho voluto portare al cinema – racconta - la Compagnia Comica Dialettale di Mendrisio. La gente mi chiedeva di poterla rivedere, dopo un lungo silenzio durato dieci anni. E’ una compagnia che ha lavorato per trent’anni, applaudita in televisione e nei teatri del Canton Ticino».
Perché il paragone con i Legnanesi?
«Perché molti sono i punti in comune. Sono attori amatoriali, con uomini che ricoprono anche i ruoli femminili, portano in scena una tradizione locale, puntando a far ridere il pubblico, senza battute legate alla politica o all’attualità e assolutamente senza volgarità. E come loro usano il dialetto della loro città».
Il film è dunque parlato in dialetto del Mendrisiotto: il pubblico italiano lo capirà?
«E’ un dialetto molto simile al lombardo, ma per evitare problemi di comprensione il film sugli schermi del vostro Paese arriva sottotitolato in italiano».
Dunque anche i sottotitoli.
«In realtà non abbiamo fatto solo i sottotitoli in italiano. Stiamo addirittura pensando a sottotitoli in tedesco e magari in francese, per uscire anche sugli schermi della Svizzera Tedesca e Francese. Questa è però solo una speranza, invece sono stati fatti i sottotitoli in inglese, perché il film è stato proiettato al Montecarlo Film Festival, dedicato alle commedie e diretto da Ezio Greggio, dove ha ricevuto il premio debuttanti opera prima. Qui è stato proiettato anche Sole a catinelle di Checco Zalone, un film che il nostro La Palmira aveva però battuto come numero di spettatori nella Svizzera Italiana».

Come riassumeresti la storia di “La Palmira Il film”?
«Il personaggio della Palmira è il tipico archetipo, che ritrovi nella tradizione popolare di qualsiasi Paese, dalla Svizzera all’Italia, alla Thailandia, per esemplificare. E’ la donna che vuole imporsi su tutti: qui tiranneggia il marito Geni, la cognata la Miglieta, ma si scontra con il direttore del circo, che si dà da fare per farla innamorare, ma in realtà mira a un Picasso che la Miglieta tiene in camera. Come va a finire naturalmente non ve lo dico».
Invece, come definiresti il film?
« E’ un film popolare, dall’animo ingenuo, dove gli interpreti si propongono di far ridere gli spettatori insieme a loro, puntando sull’ingenuità e non la volgarità».
A questa ingenuità, come l’hai chiamata tu, si contrappone una qualità tecnica elevata. E’ stato usato anche un drone.
«Le riprese dall’alto, in cui sono stato affiancato da Simone Pulejo della Volovisione, mi hanno permesso di accentuare il senso di dinamismo che la storia richiedeva, unito a un gioco di ricerca grafica altrimenti impossibile, che invece mi sono divertito ad accentuare».
I sogni sono l’altro momento tecnicamente interessante: spiegaci perché sono così differenti.
«In un caso ho scelto un bianco e nero vintage, perché la Palmira sogna un lontano passato da ballerina. Invece il sogno del marito Geni è ben ancorato al presente: è come se si svolgesse su un palcoscenico di teatro, una scelta fatta per ricordare l’origine del teatro popolare dei personaggi».
Alla fine c’è un cameo dei Legnanesi. Va intrpretato come un annuncio?
«Non è solo perché la Palmira, il Geni, la Miglieta sono i corrispettivi svizzeri della Teresa, il Giovanni, la Mabilia: se hai notato si vede Giovanni mentre attacca il manifesto che annuncia il film dei Legnanesi. Non è un semplice gioco: stiamo davvero scrivendo il film che vedrà i Legnanesi protagonisti. Lo dirigerò prossimamente, per uscire a fine 2015».

La Palmira Il Film
Con Rodolfo Bernasconi, Germano Porta, Valerio Sulmoni, Francesca Bernasconi, Diego Bernasconi, Flavio Sala, Federico Caprara, Simona Bernasconi, Michael Betti e con la partecipazione straordinaria de I Legnanesi
Regia di Alberto Meroni. Svizzera, 83’.

Elvira Vanzo