Mr.Bean's Holiday

01/01/2008

Rowan Atkinson ha presentato, presso l’incantevole Villa del Cedro a Roma, l’ultimo (e secondo) film sulle catastrofi del personaggio che gli ha donato fama internazionale: Mr. Bean.
QuartoPotere era ovviamente presente per fotografare ed ascoltare il carismatico attore inglese, che ha risposto alle domande dei numerosi colleghi presenti.

Che cosa l’ha spinta a riprendere in mano il personaggio di Mr. Bean?
L’idea è nata quattro anni fa, mentre promuovevo Johnny English. In effetti è una domanda corretta, nel senso che, normalmente, i sequel escono due, massimo tre anni dopo il primo film. In questo caso ne sono passati dieci. Per questo motivo non l’abbiamo chiamato Bean2, la gente avrebbe potuto chiedere “e che cos’è Bean1?”. In quest’epoca non c’è molta memoria…

Ha lavorato anche alla sceneggiatura di Bean’s Holiday. Com’è fare lo scrittore?
Ho sempre detto di non essere uno scrittore. Ho lavorato a tutte le parti del processo produttivo del film ed ho scelto persone che non avevano mai lavorato ad un film su Bean. Questo mi ha permesso di essere ‘l’esperto in Mr. Bean’, quindi non ho scritto, ma ho solo suggerito che cosa avrebbe fatto Bean in certe circostanze, e quali potevano essere le situazioni più divertenti. La peculiarità di questo film è la contemporaneità di prove e sceneggiatura, nel senso che decidevamo le scene provandole prima e poi scrivendole. Il primo giorno la sceneggiatura era ‘Mr. Bean va in vacanza’. Siamo partiti da lì, e ci siamo chiesti “come ci va? Perché? Chi incontra?” e così sono nate cento pagine!

Si è ispirato a qualcuno per il personaggio di Mr. Bean? Chaplin, Keaton?
Jacques Tati principalmente. Quando andavo a scuola ero il responsabile della biblioteca, ed ho passato un intero week-end a vedere i suoi film. Keaton e Chaplin sono comici acrobati, io non mi sento acrobata. Inoltre non avevo mai visto un film di Keaton prima dell’anno scorso, non posso proprio dire che mi abbia influenzato…

Con l’uscita del film Borat è tornato attuale il problema del politically correct. Che ne pensa?
Mi piace molto Borat: amo gli attori che riescono ad entrare nella pelle dei personaggi che interpretano, così da investirli di una vitalità e una comicità maggiori.
Mr. Bean è universale perché è un eterno bambino. Per questo non mi è stato difficile rivestire i suoi panni anche dopo dieci anni. Bean oltrepassa la politica e la contemporaneità, potrebbe vivere negli anni ‘50, ‘70 o nel 2020 e si comporterebbe allo stesso modo. Non rientra nello scorretto o nel corretto. Forse è ‘socialmente scorretto’, nel senso che fa cose che un adulto non fa. Inoltre è vendicativo, aggressivo, puerile e spietato.

Quanta improvvisazione c’è nel film?
Come ho detto, tanta nelle prove e poca davanti alla camera. La mia tendenza poi è rivolta verso l’improvvisazione fisica e gestuale più che verbale.

Si è mai sentito prigioniero del personaggio di Bean?
No. In Gran Bretagna ho fatto tanti altri ruoli di successo, quindi vengo apprezzato comunque. Certo che fuori dall’Inghilterra vengo associato solo a Bean, ma non mi pesa, anzi, mi sento a mio agio. Mi tolgo e metto i suoi panni senza problemi.

Qual è il rapporto con le donne di Bean?
Due anni fa il titolo provvisorio di questo film era Mr and Mrs Bean. Doveva essere una commedia romantica con nel finale un matrimonio, ma Bean è un bambino, ed i bambini, ancora, non si sposano! Bean non è interessato alle donne, non ha quel tipo di pensieri. Mi piace pensarlo asessuato.

Cosa succederebbe se Bean venisse a Roma?
Non ho le conoscenze geografiche per dirlo. Sicuramente il traffico di Roma potrebbe essere una situazione divertente. Poi non so, per questo film era importante solo che Bean andasse in un paese di cui non parlasse la lingua. Poteva essere l’Italia, la Germania o il Lussemburgo.

Lei ha dichiarato che questo era l’ultimo film di Mr. Bean.
Mai dire mai! Al momento la penso così, ma non è impossibile, solo improbabile. Inoltre è stancante fisicamente interpretare Bean, e penso che se devo farlo lo voglio fare al meglio. E con il passare del tempo non so ancora per quanto il mio fisico potrà sorreggermi in questo!

Nella foto di Gabriele Gelsi Rowan Atkinson si presenta a Roma nei panni di Mr. Bean

Gabriele Gelsi