
Rowan
Atkinson ha presentato, presso l’incantevole
Villa del Cedro a Roma, l’ultimo (e secondo)
film sulle catastrofi del personaggio che gli
ha donato fama internazionale: Mr. Bean.
QuartoPotere era ovviamente presente per fotografare
ed ascoltare il carismatico attore inglese, che
ha risposto alle domande dei numerosi colleghi
presenti.
Che cosa l’ha
spinta a riprendere in mano il personaggio di
Mr. Bean?
L’idea è nata quattro anni
fa, mentre promuovevo Johnny English. In effetti
è una domanda corretta, nel senso che,
normalmente, i sequel escono due, massimo tre
anni dopo il primo film. In questo caso ne sono
passati dieci. Per questo motivo non l’abbiamo
chiamato Bean2, la gente avrebbe potuto chiedere
“e che cos’è Bean1?”.
In quest’epoca non c’è molta
memoria…
Ha lavorato
anche alla sceneggiatura di Bean’s Holiday.
Com’è fare lo scrittore?
Ho sempre detto di non essere uno scrittore.
Ho lavorato a tutte le parti del processo produttivo
del film ed ho scelto persone che non avevano
mai lavorato ad un film su Bean. Questo mi ha
permesso di essere ‘l’esperto in Mr.
Bean’, quindi non ho scritto, ma ho solo
suggerito che cosa avrebbe fatto Bean in certe
circostanze, e quali potevano essere le situazioni
più divertenti. La peculiarità di
questo film è la contemporaneità
di prove e sceneggiatura, nel senso che decidevamo
le scene provandole prima e poi scrivendole. Il
primo giorno la sceneggiatura era ‘Mr. Bean
va in vacanza’. Siamo partiti da lì,
e ci siamo chiesti “come ci va? Perché?
Chi incontra?” e così sono nate cento
pagine!
Si è
ispirato a qualcuno per il personaggio di Mr.
Bean? Chaplin, Keaton?
Jacques Tati principalmente. Quando andavo
a scuola ero il responsabile della biblioteca,
ed ho passato un intero week-end a vedere i suoi
film. Keaton e Chaplin sono comici acrobati, io
non mi sento acrobata. Inoltre non avevo mai visto
un film di Keaton prima dell’anno scorso,
non posso proprio dire che mi abbia influenzato…
Con l’uscita
del film Borat è tornato attuale il problema
del politically correct. Che ne pensa?
Mi piace molto Borat: amo gli attori che
riescono ad entrare nella pelle dei personaggi
che interpretano, così da investirli di
una vitalità e una comicità maggiori.
Mr. Bean è universale perché è
un eterno bambino. Per questo non mi è
stato difficile rivestire i suoi panni anche dopo
dieci anni. Bean oltrepassa la politica e la contemporaneità,
potrebbe vivere negli anni ‘50, ‘70
o nel 2020 e si comporterebbe allo stesso modo.
Non rientra nello scorretto o nel corretto. Forse
è ‘socialmente scorretto’,
nel senso che fa cose che un adulto non fa. Inoltre
è vendicativo, aggressivo, puerile e spietato.
Quanta improvvisazione
c’è nel film?
Come ho detto, tanta nelle prove e poca
davanti alla camera. La mia tendenza poi è
rivolta verso l’improvvisazione fisica e
gestuale più che verbale.
Si è
mai sentito prigioniero del personaggio di Bean?
No. In Gran Bretagna ho fatto tanti altri
ruoli di successo, quindi vengo apprezzato comunque.
Certo che fuori dall’Inghilterra vengo associato
solo a Bean, ma non mi pesa, anzi, mi sento a
mio agio. Mi tolgo e metto i suoi panni senza
problemi.
Qual è
il rapporto con le donne di Bean?
Due anni fa il titolo provvisorio di questo
film era Mr and Mrs Bean. Doveva essere una commedia
romantica con nel finale un matrimonio, ma Bean
è un bambino, ed i bambini, ancora, non
si sposano! Bean non è interessato alle
donne, non ha quel tipo di pensieri. Mi piace
pensarlo asessuato.
Cosa succederebbe
se Bean venisse a Roma?
Non ho le conoscenze geografiche per dirlo.
Sicuramente il traffico di Roma potrebbe essere
una situazione divertente. Poi non so, per questo
film era importante solo che Bean andasse in un
paese di cui non parlasse la lingua. Poteva essere
l’Italia, la Germania o il Lussemburgo.
Lei ha dichiarato
che questo era l’ultimo film di Mr. Bean.
Mai dire mai! Al momento la penso così,
ma non è impossibile, solo improbabile.
Inoltre è stancante fisicamente interpretare
Bean, e penso che se devo farlo lo voglio fare
al meglio. E con il passare del tempo non so ancora
per quanto il mio fisico potrà sorreggermi
in questo!
Nella
foto di Gabriele Gelsi Rowan Atkinson si presenta
a Roma nei panni di Mr. Bean