Charles Aznavour

15/10/2009

Dopo 26 anni, finalmente, ritorna. Racconta che la gente non gli sembra cambiata, ma è cambiata Milano, sono cambiati i suoi negozi, la moda, le strade e ora ci si rivolge più ai giovani che agli anziani. Ma non è cambiata la cucina, il vino («per fortuna») e il suo ristorante preferito è sempre lì: andrà a mangiare pasta e fagioli, il suo piatto preferito.
In 85 anni di vita, portati splendidamente, Charles Aznavour ha accumulato tanti ricordi. Parla del suo debutto al cinema, della sua amicizia con Truffaut  («avevamo in comune la timidezza»), che si ispirò a lui e lo volle come protagonista di “Tirate sul pianista”. Parla delle sue canzoni e di quando a Cuba, in visita a una fabbrica di sigari, gli operai si misero a cantare “Come è triste Venezia”: tutti la conoscevano. Una concezione pessimistica dell’amore? «Certo ho scritto cose terribili, perché l’amore non è solo “ti amo”».
Racconta che ama tanto la Toscana, che si è fatto costruire una casa in stile toscano, per colori e materiali. Una qualità degli italiani? «Ti accolgono come se non ti vedessero da 100 anni, ma poi ti dimenticano subito».
Obama Nobel per la pace? «Speriamo che ora la faccia».
Nel tour italiano canterà 6-8 canzoni italiane, una spagnola, una inglese e per il resto canzoni francesi. «Se la gente verrà a vedermi è per le cose che conosce e i più giovani perché i genitori gli hanno fatto sentire i miei dischi».

Queste le date del tour di Charles Aznavour  (organizzato dalla società Concerti e Produzioni di Ettore Caretta):
30 Ottobre a Parma (Teatro Regio), 1 Novembre a Firenze (Teatro Comunale), 3 Novembre  a Milano (Teatro degli Arcimboldi), 4 Novembre a Roma  (Auditorium Parco della Musica presso la Sala Santa Cecilia, nell'ambito della rassegna "Santa Cecilia It's Wonderful" organizzata dall'Accademia Nazionale di Santa Cecilia), 6 Novembre a Catanzaro  (Teatro Politeama),  9 Novembre a Bari (Teatro Team).

Valeria Prina