Meno male che ci sei

02/12/2009

Non succede spesso che il titolo di un film sia così significativo. E’ questo il caso: dire «Meno male che ci sei», il titolo del film, significa anche riconoscere l’importanza delle persone che si hanno accanto. E che ci sono, appunto.
Il regista Luis Prieto racconta di essere rimasto colpito dall’omonimo libro di Maria Daniela Raineri: «E’ una storia commovente. Racconta di quanto è importante rendersi conto delle persone che ci stanno accanto». Protagonista è Claudia Gerini, Luisa, una donna innamorata di un uomo sposato, padre di Allegra. Quando i genitori di Allegra muoiono in un incidente, la ragazza va a cercare Luisa. «E’ anche una storia di amicizia tra due donne» commenta il regista. «Luisa – dice Claudia Gerini -  è una donna sognatrice, illusa, che ha fiducia negli altri. E’ una donna che vede sempre il bicchiere mezzo pieno. Mi sono divertita a paragonarla a un’albicocca: sembra dolce, ma si assume la responsabilità di prendere in casa un’adolescente». Che è Allegra, Chiara Martegiani, alla sua prima esperienza cinematografica: «Il mio è un personaggio molto complesso, molto diverso da me: è timida, introversa, non si piace. Ma non subisce e quando si fa del male è un modo per chiedere aiuto».

Ugualmente al debutto cinematografico è Alessandro Sperduti, Gabriele, il ragazzo di Allegra: «Un egoista, perché è concentrato sulla sua vita scolastica». Ma racconta che quella cinematografica è stata «un’esperienza bellissima. Il momento più imbarazzante? La scena d’amore».
«Conosco bene il mondo femminile – racconta Prieto -: sono cresciuto con una madre, una nonna, una sorella. Nel film i personaggi maschili sono negativi o deboli? Ma nel libro lo sono ancora di più».
Tra gli altri interpreti troviamo Guido Caprino, Stefania Sandrelli, la nonna di Allegra, Teresa Mannino, una delle due amiche di Luisa. «E’ l’unica che crede veramente nell’amore e alla fine si capisce che la sua non sarà una semplice scappatella, ma sarà una storia d’amore». Venendo dal cabaret, racconta, «la difficoltà è stata quella di non esagerare sul set». Che ha calcato mentre era incinta. Alla fine del fim c’è anche un bambino che nasce: maschio o femmina? «E’ un’incognita: non volevo che fosse definito» dice Luis Prieto. «Ho sempre creduto che fosse maschio» commenta stupita Claudia Gerini. «Per me rappresenta il futuro» è la conclusione del regista.

Valeria Prina