Intervista a Daniele Genova

01/01/2008

Scrittore, poeta, biker, detective: Daniele G. Genova è un artista polivalente, tra l’altro, intimo fratello di sangue (e scrittura) del mitico “Conte” del noir investigativo Andrea G. Pinketts. Dell’istrionico Daniele, recentemente è “uscita” (Casa Editrice Aliberti) una sua fatica letteraria (giallo avvincente - ndr) “dedicata” (indirettamente) al Festival di Sanremo. Quattro chiacchiere col “Vate” Genova sembrano quindi decisamente attuali.
Hai scritto l’emblematico “Hanno Ucciso Lucio Dalla”, romanzo “ispirato” alla kermesse canora sanremese. Cosa pensi della manifestazione – internazionalpopolare- ?
<Del Festival, penso quello che è: un’ottima vetrina per pompare le vendite discografiche e tutto l’indotto turistico pubblicitario e quant’altro. Purtroppo il business ha fagocitato la qualità musicale. Non mi pare infatti che cantanti e autori, salvo qualche rara eccezione, si spremano molto. Ma forse è giusto così. In fondo, Sanremo ha sempre riflesso la nostra italietta meglio di qualsiasi altra manifestazione>.
Cosa bolle nella tua pentola editoriale?
<Nella mia pentola, come la chiami tu, bolle qualcosa che vorrei fosse una parabola esistenziale che va dalla Liguria alla mia terra madre: la Sicilia>.
Nel tuo romanzo “piazzi” Lucio Dalla alla direzione artistica del Festival. E’ forse un suggerimento?
<Magari diventasse un vero input per gli organizzatori. Magari lo prendessero sul serio. Lucio Dalla è un grande professionista, senz’altro più adatto a selezionare gli artisti di chiunque altro. E poi, credo che noi italiani, amanti della buona musica, qualcosa gli dovremmo. Una sorta di Oscar alla carriera, insomma>.
Ma perché Dalla e non Toto Cutugno?
<Non sapevo che Toto Cutugno fosse anche un cantante. Battute a parte, Cutugno è sicuramente una persona di grande talento, ma Lucio è Lucio>.
Chissà che ne pensano in merito Pippo Baudo, Fiorello e Paolo Bonolis?
<Mi piacerebbe saperlo, perché non li intervisti e poi mi dici? Comunque sia, credo che loro siano troppo occupati a conteggiare gli ascolti. Certo sono tre professionisti ineccepibili, ma hai sentito la media delle canzoni degli ultimi tre anni? E comunque sia, se vogliamo prendere in considerazione Baudo e Bonolis, il primo non ha eguagliato il secondo>.
Mai pensato di partecipare al Festival?
<E certo che non parteciperei, se non come autore. Il povero Sanremo, di “stonati” ne ha da vendere>.
Libero Corti, il protagonista di alcune tue storie starebbe bene in una fiction televisiva. Non trovi?
<Libero sarebbe senz’altro adatto alla Tv e meglio ancora al cinema, ma occorrerebbe che qualcuno se ne accorgesse. Ma lui, forse, è come una bella canzone… basta molto meno per fare audience>.
Chi è realmente Daniele G. Genova?
<Uno che ha fatto un giretto all’inferno ed è tornato per raccontarlo, a chi ha buone orecchie>.
Quando uscirà una tua nuova raccolta poetica?
<Nel breve periodo penso proprio non uscirà nulla. Ma la poesia è sempre più viva dentro di me. Chi vuol capire, capisca>.
Qual è il tuo sogno nel cassetto?
<Ho un sogno molto semplice: un leggero, ma significativo, rialzo dello stato di coscienza degli uomini. Mi pare che in generale, rispetto a un ideale cammino evolutivo della razza umana, siamo un po’ indietro>.

Stefano Mauri