Incontro con Adrien Brody: Predators La paura tornata

05/07/2010

Con il suo fascino e la sua semplicità Adrien Brody ha partecipato questa mattina alla conferenza stampa per la presentazione del film Predators, tenutasi nella splendida cornice dell’Hotel Eden a Roma.
La pellicola diretta da Nimrod Antal e girata sotto la guida creativa di Robert Rodriguez (che è anche produttore), lo vede protagonista nei panni di Royce, un mercenario che è stato messo a capo di un gruppo di combattenti che stanno per essere mandati in un pianeta alieno. Ad eccezione di un medico, sono tutti assassini e criminali che da “predatori” umani diventeranno prede.
Nel 1987 Predator aveva avuto come protagonista Arnold Schwarzenegger -attore molto diverso da Brody- ed è proprio su questo punto che si sofferma la prima parte della conferenza: Adrien infatti spiega come sia stato interessante per lui svolgere un ruolo diverso che gli ha permesso di sottoporsi ad una sfida con se stesso. Quello che si vuole far passare con il film infatti è il contatto con la realtà e l’attore è riuscito a stabilire un legame sia con il personaggio che doveva interpretare, sia con il pubblico. Royce non è un supereroe, ma un personaggio vero, non superficiale, che va oltre la forza fisica. E’ lo stesso Brody a sostenere che normalmente se si pensa ad un film di questo genere non è di certo lui il primo attore che viene in mente, eppure spiega di essersi sentito subito a proprio agio e di aver acquisito qualcosa di diverso.
Certo, quando gli viene chiesto un confronto con il ruolo che aveva interpretato ne Il Pianista, è il primo ad affermare che non c’è nulla di paragonabile con il film di Roman Polanski. Adrien Brody ha infatti specificato che si sente fortunato per essere stato scelto in un ruolo così intenso e positivo (che gli ha permesso anche di vincere l’Oscar come miglior attore protagonista e di affermarsi a livello internazionale), ma preferisce non rispondere a chi gli chiede opinioni riguardo le vicende personali di Polanski.
Tornando a Predators, Adrien Brody ci tiene a sottolineare come il film, a differenza degli altri appartenenti al genere fantascientifico, abbia un montaggio più lineare e meno frenetico che gli permette di dare un senso di veridicità, “di creare un collegamento con il personaggio, di far percepire allo spettatore il senso di vuoto”.   I Troublemaker Studios di Robert Roudriguez infatti sono una realtà produttiva diversa dalla classica produzione hollywodiana  nella quale vengono utilizzati gli effetti speciali; la scena dell’esplosione, ad esempio, è reale, così come è reale il set della giungla. Il primo terzo del film infatti è stato interamente girato nella giungla delle Hawaii e come spiega l’attore, “sembrava di vivere veramente in un universo sconosciuto, dove regnava l’istinto di sopravvivenza”.
Al termine della conferenza -e prima di dedicarsi agli autografi- Adrien Brody  ha di nuovo parlato del suo rapporto con Roman Polanski, affermando di essergli veramente grato per l’esperienza che gli ha concesso di fare, per avergli permesso di maturare a livello lavorativo e conclude dicendo che sarebbe felice di lavorare ancora con lui.
Il film uscirà nelle sale italiane il prossimo 14 luglio.

Silvia Preziosi