Cattivissimo Me: quando il protagonista il Criminale

04/11/2010

n un sabato sera come tanti, in cui si fa avanti minaccioso il rischio pioggia, decido di rifugiarmi dentro ad un cinema assieme ad un’amica. Si tratta di un’abitudine che oramai, da parecchio tempo, ho fatto mia, quindi fin qui niente di insolito. 
Però questa volta, dopo una serie di film “impegnati”, che poi, si fa per dire, decido di variare il genere della pellicola, optando per un divertente film d’animazione della Illumination Entertainment. Acquisto i biglietti all’esagerato (penso io) prezzo di 10 euro l’uno, perché il film è in 3D (che poi, mi chiedo che senso abbia), e poi mi dirigo verso la sala indicata, aspettandomela, chiaramente, invasa da un esercito di bambini pronti a schiamazzare per l’intera durata del film. 
Quel che proprio non pensavo è di trovare pochi, anzi pochissimi bambini, e di vedere invece parecchi ragazzi della mia età, tra l’altro anche alcuni conoscenti. Mi siedo quindi al mio posto, estremamente sorpresa e sempre più impaziente di gustarmi la pellicola. Si spengono quindi le luci… 
Davanti a me, la scena tragicomica di un terribile furto che ha sconvolto l’umanità: un criminale ha rubato una piramide d’Egitto, sostituendola con un enorme fac-simile gonfiabile. Per ovvi motivi il mondo è sgomento, ma un buffo personaggio risulta disperato ancor più di tutti, e per una ragione davvero insolita. Si tratta del temibile Gru, uno pseudo-criminale che per fare impressione sulla madre distratta, tenta in tutti i modi di fare il cattivo, come piace a lei, ma con scarso successo. Il furto della piramide non va proprio giù al nostro furfante, perché gli fa perdere il primato di abilissimo ladro. Cosa fare? Semplice: bisogna rubare qualcosa di proporzioni straordinarie, tanto da riuscire a scioccare l’intera umanità. Il nostro Gru fa una scelta ambiziosa: decide di trafugare nientepopodimeno che la luna. Sembra un’impresa impossibile, ma in realtà non è così. “Basta” infatti costruire un razzo per raggiungere il satellite e poi rimpicciolirlo con l’aiuto di un raggio apposito all’avanguardia, e a quel punto…mettersela in tasca! Ma l’imbranatissimo nemico di Gru, Vector, lo anticipa e ruba il raggio. Gru non si dà per vinto e cerca in tutti i modi di sottrargli ciò che secondo lui gli spetta. È sul punto di rinunciare, quando entrano in scena tre tenere bambine orfane, che, come scopre Gru, sono indispensabili per riuscire a rubare ciò che gli serve. Quindi le adotta, con le più malvagie attenzioni. Passa il tempo, e il suo terrificante piano è sempre più vicino alla sua attuazione vincente, grazie all’aiuto di un vecchio scienziato e di una schiera di migliaia di amabili esserini gialli. A questo punto, le graziose fanciulle sono solo di intralcio per Gru, che decide di riportarle al loro orfanotrofio. Le bambine si sono nel frattempo affezionate, arrivando perfino a considerarlo un premuroso papà. Nonostante questo, Gru va imperterrito per la propria strada, senza rinunciare alla sua grande impresa… ma proprio quando riesce ad appropriarsi finalmente della luna, si rende conto che, in fondo, vuole bene alle tre piccole orfanelle e non desidera altro che tenerle con sé. Decide quindi di permettersi, per una volta, di essere felice, come mai gli era capitato prima di allora…
Una pellicola esilarante che decide di andare controcorrente, prendendo un cattivo come protagonista e seguendolo in tutte le sue malefatte. Quel che ne esce è un’originale storia per grandi e piccini, piena di significative metafore sulla vita di tutti i giorni. Un film che ha davvero tanto da insegnare ad una vastissima fascia di pubblico e che consiglio a chi vuole sorridere della vita e a chi ancora spera che ogni essere umano, nonostante tutto, possieda un cuore. 
 

Chiara Sanson