Islamic Fashion Festival 2010

06/12/2010

Una suggestiva atmosfera da “Mille e una notte” di accecante bellezza, un balzo in un fastoso passato accompagnato da un tripudio di luci,colori e discrete trasparenze, a base di batik, chiffon, cotone e tessuti moderni ha fatto da sfondo all’IX edizione dell’Islamic Fashion Festival.
Ombra e mistero, tradizione ed avanguardia si sono alternate abilmente coniugate da giovani stilisti, sulla scena della settimana della moda islamica, svoltasi dal 2 al 6 novembre a Kuala Lumpur, dopo le trasferte ad Abu Dhabi, Dubai, New York e Monaco.

Dedicata quest’anno alle ultime raffinate creazioni ispirate alla dinastia indiana Moghul, la manifestazione ha registrato 17 sfilate, con la presenza di 30 stilisti di varia provenienza e performance musicali con un unico obiettivo: mostrare la bellezza dell’Islam tramite la moda.
Una donna decisamente raffinata, a volte molto arabesque, moderna Sherazade che sembra uscita dal carnevale di Venezia è stata l’indiscussa protagonista di una kermesse cui va ascritto il merito di aver presentato lo stile islamico al mondo, usando la moda come una punto di partenza per introdurre la religione in maniera delicata.
Bellezza e fascino misterioso si sono sapientemente mescolate a temi di stretta attualità in un periodo che riporta alla ribalta il ruolo centrale della donna nella società islamica.
Hijab multicolori finemente intarsiati ed indossati con disinvoltura, non sono semplici accessori ma strumenti di rivendicazione di identità seppur con uno sguardo al futuro ed all’emancipazione. Senza rinunciare al glamour e ad un pizzico di malizia.

Non solo impegno sociale e religione alla base del successo della manifestazione ma anche ragioni economiche per quello che sembra essere ormai diventato uno dei settori maggiormente trainanti dell’economia mediorientale in costante espansione ed oggetto dell’interesse di sempre più numerosi investitori stranieri.
L’intento dichiarato è infatti quello di rendere l’IFF una presenza attiva e globale, attraverso la ricerca di nuove strade che consentano all’industria della moda di raggiungere livelli sempre più alti.

Un tocco originale è stato poi aggiunto dalle performance musicali che sono state proposte fra una collezione e l’altra.
Lo spettacolo è stato un tributo alla musica popolare degli anni ‘80 con i cantanti Aman Shah, Siti Fairus, Azlina Aziz, Ahmad Fauzee, Salwa, Ifa Raziah, così come Jamal Abdillah e Noraniza Idris. Sul palcoscenico anche alcuni artisti emergenti come Najwa, Yuna e Amanda Imani alle quali è stato dato il privilegio di indossare gli abiti in stile islamico moghul, come agli altri cantanti

Svoltasi per la prima volta nel 2006, da un’idea Datuk Raja Rezza, l’edizione di quest’anno ha senza alcun dubbio alzato gli standard,con gli stilisti che hanno creato abiti di alta moda adatti per le donne musulmane e con gli organismi di volontariato che hanno sostenuto fortemente la migliore comprensione della moda islamica.

Madrina della manifestazione Datin Paduka Seri Rosmah Mansor, moglie del Primo Ministro malese, che afferma raggiante:“Non so dire cosa mi renda più fiera,se il fatto che l’IFF sia un prodotto nato e cresciuto in Malesia o il fatto che stia giocando un ruolo importante nella liberazione delle donne musulmane ovunque dando loro una maniera di rimanere fedeli alla loro religione. Ciò che è chiaro è che entrambi sono obiettivi realmente raggiunti che meritano sostegno e cura”.

“Principale obiettivo dell’IFF è quello di mostrare, usando la moda come mezzo, che l’Islam è una religione semplice e pacifica. Ci vorrà tempo per educare le persone sugli insegnamenti islamici e posso solo sperare che con l’IFF molte più persone saranno aperte ad imparare e a capire la bellezza che c’è nella religione” ha dichiarato il Presidente, Raja Rezza.

Nuccio Franco