BIF&ST 2011

03/02/2011

Si è appena concluso a Bari il BIF&ST 2011, manifestazione ricca di pregevoli proiezioni ed eventi.
La seconda edizione del BIF&ST, festival creato e fortemente voluto dal vulcanico e grintoso Felice Laudadio, è stato un autentico successo sotto tutti i punti di vista  perché è riuscito a metter d’accordo sia la critica che il pubblico.
Rispetto alla precedente edizione c’è stato un incremento di pubblico del 20% e ciò è un dato importante e confortante perché vuol dire che la gente ha fame di cinema e di conseguenza di cultura.
Tra gli eventi più interessanti e suggestivi del festival sono da ricordare le Lezioni di Cinema tenute presso il cine-teatro Kursaal affollato di studenti e di appassionati di cinema.

Ha aperto gli incontri il produttore italiano più  coraggioso, l’attivissimo Domenico Procacci nativo  di Bari…con la sua Fandango ha scoperto autori del  calibro di Gabriele Muccino, Paolo Sorrentino, Matteo Garrone e molti altri; è  il produttore degli ultimi splendidi film di Ferzan Ozpetek ed è il produttore che ha creduto nella visionarietà narrativa del rocker Luciano Ligabue…Quindi Procacci è un autentico creatore di cinema come un tempo lo sono stati i vari Ponti-De Laurentiis,  Goffredo Lombardo e Mario Cecchi Gori.

Il secondo incontro è stato con Giuseppe Tornatore a cui il festival ha dedicato una retrospettiva completa di tutti i suoi lavori, compresi gli spot pubblicitari. Il regista premio Oscar ha presentato un suo bellissimo film documentario L’ultimo Gattopardo, sul grande produttore Goffredo Lombardo un grande uomo di cinema che andrebbe ricordato di più.

Poi è stata la volta di Carlo Verdone il quale, oltre che parlare di cinema, ha affrontato i grandi mali della nostra società, l’assenza di etica, il dilagare di falsi valori; l’unica speranza è nei giovani capaci di indignarsi e nel loro desiderio di rigore. L’incontro con Verdone, grandissimo uomo di cinema che tutti conosciamo ed apprezziamo, che con le sue interpretazioni ha dato vita a molteplici personaggi che fanno parte a pieno titolo del nostro costume, è stato quello più forte e stuzzicante; in fondo se ci pensiamo bene i grandi comici sono anche dei moralizzatori della società in cui vivono. Non si può non pensare ai personaggi interpretati da Alberto Sordi, grande fustigatore dei costumi degli anni ’60-70-80, anche se, come ha detto Carlo Verdone, i suoi modelli negativi sono stati più imitati che evitati. 

A Carlo Verdone è seguito Fabrizio Gifuni, uno dei nostri migliori talenti attoriali della generazione dei 40enni, che si divide intelligentemente fra teatro, cinema e fiction…Un attore colto e sensibile che segue la grande lezione di discrezione e d’impegno civile del grande GianMaria Volontè.
Fabrizio Gifuni ha focalizzato il suo incontro sull’attenzione nell’affrontare il mestiere dell’attore con rigore e metodo sottolineando l’importanza dello studio  e della disciplina; discorso il cui valore è più che mai da sottolineare in un’epoca culturalmente e spiritualmente opaca se non addirittura  buia, ma grazie al cielo ci son persone schive e talentuose che c’indicano una via diversa, una boccata d’aria nell’atmosfera asfittica che ci circonda.

A Gifuni è seguita Claudia Cardinale la quale ha raccontato con leggerezza ed umiltà la sua leggendaria carriera realizzata  in circa 138 film; fra le altre cose ha ricordato l’ultimo incontro avuto con l’amico e regista Valerio Zurlini che un giorno le chiese di andarlo a trovare … due giorni dopo  Zurlini si suicidiò.  Quell’incontro era stato il suo congedo dall’attrice ed amica Claudia Cardinale.
La grande attrice nata a Tunisi ha confessato di vivere la sua celebrità con semplicità senza minimamente sentirsi  un’icona del cinema mondiale; attualmente ama lavorare con  giovani registi alla loro prima o seconda opera perché ama aiutare i nuovi talenti anche se ha appena finito di girare la nuova misteriosa opera di uno dei nostri Maestri della settima arte,  Gianni Amelio, opera che probabilmente vedremo alla prossima Mostra d’Arte cinematografica di Venezia.

È stata poi la volta dei fratelli Vittorio e Paolo Taviani che hanno tenuto un incontro con pubblico e giornalisti sul filo della memoria sul loro inconfondibile modo di far Cinema eternamente in bilico fra il forte impegno civile di opere come Un uomo da bruciare o La notte di San Lorenzo e opere di stampo letterario come Kaos tratto da Pirandello o Resurrezione da Tolstoi, bellissimo film fatto per la televisione. Un’autentica lezione di cinema e letteratura preziosa ed indimenticabile.

L’ultimo giorno del BiFest 2011 è stato un autentico Nicola Piovani’s day, il compositore premio Oscar, intervistato dal critico francese Jean Gili, ha tenuto una straordinaria e briosa lezione di cinema nella quale ha ripercorso tutta la sua leggendaria carriera ricordando i sodalizi con Marco Bellocchio, con i Fratelli Taviani, con Federico Fellini dell’ultimo periodo creativo, passando nella poetica rabbiosa di Nanni Moretti e nella creatività clownesca e colma di poetica di Roberto Benigni, probabilmente il più geniale dei nostri cineasti di commedia, ma non solo…
Il Maestro Nicola Piovani è stato importante per Federico Fellini dopo la scomparsa del suo compositore storico Nino Rota e probabilmente senza la maestria di Piovani non ci sarebbe stato il capolavoro-testamento felliniano La voce della Luna…
Il BiFest 2011 è stato chiuso con un concerto indimenticabile in anteprima assoluta del Maestro Piovani. Un concerto incentrato sul numero 7 il suo titolo è infatti Epta, concerto da non perdere per nessun motivo perché è veramente coinvolgente e trascinante. Una degna conclusione per un’edizione del BiF&st indimenticabile…

Concludo con una piccola confessione da puro cinephile. L’incontro che più mi ha emozionato e commosso, senza voler far torto a nessuno, è stato quello con Claudia Cardinale  perché ricordo che da piccolo  quando vidi Il Gattopardo di Visconti con un grande Burt Lancaster e un giovane e promettente Alain Delon intuii che il cinema avrebbe fatto parte integrante della mia vita ed il fatto di stare oggi a pochi metri dalla mitica Angelica viscontiana non mi lasciava indifferente anzi mi tremavano i polsi per l’emozione e di questo ringrazio pubblicamente il BiFest ed in particolare il suo direttore artistico Felice Laudadio…Arrivederci al BiFest 2012!!

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Ettore Calvello