Lirica a Strisce

05/03/2011

Fare il proprio ingresso in un teatro e scorgere l’immagine di una coppia di giovani sposi o di ardimentosi nonni, che conducono la prole alla visione di una rappresentazione artistico - musicale, è decisamente toccante per chi ama la lirica e agognerebbe di poter tramandare questa passione alle giovani generazioni. Quale modo migliore per farlo se non avvicinandoli al mondo passando per ciò che può accattivarli? L’iniziativa targata Teatro Comunale di Modena denominata “Lirica a strisce. L’opera a fumetti” che con il suo primo numero “mette in scena” il Macbeth, melodramma in quattro parti di Francesco Maria Piave (dall’omonimo dramma di William Shakespeare e la musica di Giuseppe Verdi), si inserisce in questo solco di futuristica speranza.
L’adattamento di Stefano Ascari (che firma la sceneggiatura nell’importante onore e onere di trasporre il linguaggio ottocentesco del libretto originario) e Cesare Buffagni (a cui si devono i disegni) ha il pregio di non aver semplificato troppo l’impianto drammaturgico dell’opera, non risparmiando immagini sanguigne e di passionale oscurità, per alcuni tratti vicine ad uno story-board cinematografico, con “inquadrature” ponderate e quanto più suggestive possibili.

Felicia Buonomo