I due colpi di fulmine della 67’ mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia

29/06/2011

In queste settimane già si parla della prossima, imminente nuova edizione della  68°  Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e dei probabili titoli inseriti nel cartellone ma, se mi è permesso, vorrei fare un passetto indietro nel tempo come se fossimo dentro la macchina di Michael J Fox  nell’indimenticabile film di Robert Zemeckis, Ritorno al futuro, perché desidero parlare di due piccoli gioielli cinematografici che son stati giustamente ben accolti alla  67°  Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ottenendo  un buon riscontro dalla critica ma ahimè al botteghino non son riusciti ad emergere come meritavano…
Uno degli obiettivi della critica cinematografica è quello di parlare di film ingiustamente poco visti in sala a causa di un sistema distributivo delirante che fa uscire i film tutti assieme e di conseguenza molti di essi non trovano  spazio in sala…Certamente bisogna parlare dei film in uscita e del momento questo è ovvio ma certe volte si ha l’urgenza di tornare un attimo indietro per poter riflettere a bocce ferme su opere che meritano più attenzione per poter esser rivalutate dal grande pubblico sempre più distratto anche per colpa di una critica cinematografica un po’ troppo gossippara e troppo legata al presente.
Mi riferisco a 20 Sigarette di Aureliano Amadei e a L’amore buio di Antonio Capuano.
Ambedue i titoli son molto forti e coinvolgenti. Il primo, vincitore nella sezione  “Controcampo italiano”  è tratto dal libro 20 sigarette a Nassirya scritto dallo stesso regista, con coraggio e con un sottilissimo filo d’ironia.   Aureliano Amadei racconta l’attentato del novembre del 2003 alla caserma dei carabinieri a Nassirya,  dove era appena giunto, solo il tempo di fumare 20 sigarette, per assumere l’incarico di assistente  del regista Stefano Rolla impegnato nella realizzazione di un documentario.  Morirono diciannove  italiani, tra questi anche il regista Stefano Rolla; Aureliano Amadei rimase gravemente ferito, con  conseguenti danni permanenti.  Un film duro, coraggioso totalmente privo di retorica, che ha anche  momenti leggeri;  in sintesi un ottimo film efficacemente interpretato da Vinicio Marchioni, Carolina Crescentini e Giorgio Colangeli nel ruolo di Stefano Rolla.
L’amore buio di Antonio Capuano, presentato nella sezione parallela al festival “Le  giornate degli autori”,  ottimamente diretta da Giorgio Gosetti, è ambientato in una Napoli pulsante, dolente ma estremamente vitale. Narra di due vite parallele sconvolte a causa di uno stupro di branco. Il film è narrato attraverso gli occhi della vittima  e del carnefice, un’opera importante che tocca lo spettatore nel profondo come accade con tutto il cinema poeticamente di denuncia di Antonio Capuano. Ottimo il cast a cominciare dai due attori protagonisti Irene de Angelis e Gabriele Agrio,  al loro debutto sullo schermo. Intenso ed emozionante, assolutamente da non perdere.
Il cast è completato da attori affermati e di talento come Valeria Golino, Luisa Ranieri, Anna Ammirati, Fabrizio Gifuni e Corso Salani.  A proposito di Corso Salani, il 17 giugno è stato il primo anniversario della sua prematura quanto improvviso scomparsa e vorrei ricordarlo qui…Caro Corso mi manchi molto e colgo l’occasione per dirtelo ovunque ti trovi in questo momento.

Ettore Calvello