Pupi Avati all’Ischia Film Festival

08/07/2011

È un Pupi Avati in vena di grandi rivelazioni quello che ha caratterizzato la sesta giornata dell’Ischia Film Festival, unico evento internazionale di cinema interamente dedicato alla location. Premiato con il Ciak di Corallo, il regista bolognese si è raccontato a cuore aperto alla nutrita platea, esprimendo il proprio punto di vista su arte, cinema, vita stessa, e lasciandosi andare ad una gustosa rivelazione. “ Il rapporto con Lucio Dalla? È grazie a lui se ho abbandonato la musica e sono diventato regista, il confronto col suo talento era un fardello eccessivo. Non lo sa ancora nessuno, ma ho fatto una cosa indecente: di nascosto da tutti ho ripreso il clarinetto, e ho registrato un pezzo per mandarlo a Lucio via mail. Lui ha subito aggiunto del suo alla canzone, che potete ascoltare durante i titoli di coda de ‘Il papà di Giovanna’. Il titolo è ‘Andando’. La cosa mi ha commosso, nella vita le cose belle sono quelle che hanno circolarità: la storia mia e di Lucio è tornata là dove era iniziata, stavolta senza rivalità. Anche se, devo dire, abbiamo suonato entrambi maluccio“.
Il regista ha raccontato anche i segreti de ‘Il papà di Giovanna’, “film che ha segnato un momento di particolare felicità professionale e privata. La storia – ha continuato Avati - è quella di mio nonno, gran seduttore, ma è anche il tentativo di raccontare le donne, esigenza che sentivo da tempo. Del resto la libertà di scelta è fondamentale per un autore, vorrei che i giovani cineasti si liberassero dalle radici e dalle influenze, per trovare un loro tono di voce, una loro calligrafia”.
Il premio è stato ritirato dallo stesso Pupi Avati giovedì 7 luglio nel corso di una serata-omaggio a lui dedicata al Castello Aragonese, location esclusiva della kermesse isolana. A caratterizzare l’incontro l’iniziativa ‘Parliamo di cinema’ - in cui il regista si racconta al pubblico - e il documentario ‘Pupi Avati, un poeta fuori dal coro’, un excursus sulla carriera dell’autore di ‘Impiegati’ attraverso le voci di colleghi e compagni di viaggio. Nella serata è stato proiettato ‘Il papà di Giovanna’, opera diretta da Avati con Silvio Orlando e Alba Rohrwacher. L’Ischia Film Festival celebra così uno dei grandi nomi della settima arte italiana. Un regista atipico - spesso alle prese con stili e tematiche agli antipodi – che proprio attraverso il territorio si è fatto sin dagli esordi protagonista di analisi chiare e lungimiranti sulla società italiana. Una carriera segnata dai ritmi della commedia, ma anche dalle atmosfere cupe dell’Horror, elementi messi al servizio di opere in cui si avvicendano le paure, le contraddizioni, ma anche le tante note positive che segnano la penisola italiana e la sua provincia.  Un modus operandi che trova conferme nel suo ultimo film, ‘Il cuore grande delle ragazze’, girato interamente nel marchigiano con il sostegno di Marche Film Commission, ente protagonista assoluto della serata.

Redazione