61 Festival di Locarno: Outlander

25/08/2008

È  stato il film del 61o Festival del film Locarno che il sottoscritto ha atteso con maggiore curiosità poichè da sempre sono un amante del genere Monster-movie. Da  piccolo fui folgorato dal mitico e spaventoso Tarantula di Jack Arnold con un giovanissimo ed ancora sconosciuto Clint Eastwood e successivamente, da adolescente, dal film più sanguinoso e cattivo di questo filone cinematografico Predator con protagonista l’attuale, Governatore della California Arnold Schwarzenegger,.
Purtroppo non posso non dire che l’opera di Howard McCain delude abbastanza le attese, pur avendo qualche pregio; primo fra tutti la bella e convincente protagonista Sophia Myles e l’ottimo coprotagonista Jack Huston che vince ai punti sul piano della recitazione sul monoespressivo e solitamente legnoso, oltre che completamente fuori ruolo e per certi versi fuori luogo, Jim Caviezel che fu il Gesù nel film più inguardabile diretto da Mel Gibson.
Il secondo pregio dell’opera è il tentativo di contaminare vari generi cioè la fantascienza, l’horror e l’epico basato su leggende nordiche.
Certamente il risultato non è eccelso né tantomeno memorabile, ma bisogna apprezzare il tentativo dello sceneggiatore Dirk Blackman e dello stesso regista di mischiare le carte giocando con vari generi che hanno fatto la storia del cinema.
Ho chiesto al regista in quanto tempo è nato Outlander e mi ha sorpreso sapere che la gestazione del film è stata particolarmente lungo ed elaborata, infatti ci son voluti ben 12 anni ed è grazie al successo planetario della trilogia di Peter Jackson de Il Signore degli Anelli  se questo progetto, tutto sommato non del tutto riuscito ma coraggioso, è venuto finalmente alla luce.
Di Outlander non mi hanno convinto né il finale banale ed inutilmente zuccheroso né tantomeno il buonismo di fondo che permea buona parte dell’opera, anche se ci sono delle sequenze altamente splatter molto ben realizzate e divertenti, quale la morte di Gunnar, interpretato dall’attore Ron Perlman che attualmente è nelle nostre sale protagonista del secondo episodio del diavolo rosso HellBoy di Guillermo Del Toro, che al momento si sta apprestando a girare ben due film sul prequel de Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit con la supervisione dello stesso Jackson. Ma il difetto più marcato ed evidente  di Outlander sta proprio nelle fattezze del mostro Moorwen che è troppo simile al già citato Predator. Infatti  Moorwen fondamentalmente è un grosso lucertolone tutto sommato un po’ ridicolo e, onestamente ritengo che il disegnatore Patrick Tatopoulos che è stato il creatore degli extraterrestri di Independence Day poteva mostrare maggiore fantasia.
Nel complesso un discreto film che si lascia vedere da chi ama il genere, ma con la consapevolezza d’assistere ad un esperimento filmico non del tutto riuscito… pazienza sarà per la prossima volta!

Ettore Calvello