Vedremo in televisione

25/05/2009

Basta dire Lost e Desperate Housewives per dimostrarlo: le serie televisive sono molto cambiate. Il Telefilm Festival svoltosi a Milano lo ha dimostrato. Alcune tendenze emergono chiaramente. Non è più sufficiente dire Usa per capirne la provenienza. Accanto ai telefilm americani ne arrivano altri dall’Egitto (Coiffeur Ashwaq), dall’India (Dharam Veer), dal Brasile (Mandrake), dall’Argentina (Socie, che si propone come il Sex and the City latino, anche se con molto meno pepe), dalla Francia, dall’Italia. E qui siamo a un’altra tendenza: spesso i serial nascono come estensione dei film. Chiaro esempio è Non pensarci (nella foto): stesso titolo, ma anche stesso cast del film, con Valerio Mastandrea, Giuseppe Battiston che nel frattempo ha vinto il David per quel ruolo, con l’aggiunta di Luciana Littizzetto. Ma anche la serie francese Déjà-vu riporta automaticamente il pensiero al film con Denzel Washington: cambiano gli attori, le storie, ma rimane l’idea con la possibilità di tornare indietro e cambiare gli avvenimenti e riparare agli errori. Più chiaramente ispirati al film sono altri come Crash. Produce Paul Higgins regista dell’omonimo film, i protagonisti continuano a scontrarsi, ma sembra mancare quello che era uno dei grandi pregi del film, con personaggi che non erano tutti buoni o tutti cattivi: le sfaccettature qui sembrano appiattirsi. Ugualmente figlio del grande schermo è I pinguini di Madagascar, con i personaggi mattatori del film che si animano anche su piccolo schermo.

E come le storie anche molti attori hanno un brillante passato cinematografico: se sul grande schermo dopo una certa età non c’è più spazio per molti attori (e soprattutto attrici) il piccolo schermo è pronto ad accoglierli. Così troviamo Glenn Close, Sally Field, Rob Lowe, Timothy Hutton, Christian Slater. Non tutti visti al Telefilm Festival, ma tutti già in tivù. Che nel frattempo diventa sempre più antitradizionale. Arrivano le indagini poliziesche ambientate nella Londra del XIX secolo (I misteri di Murdoch). Ci sono umani e vampiri (True Blood), ma soprattutto ci sono personaggi che fino a poco tempo fa nessuno si sarebbe aspettato in televisione con Diario di una squillo perbene (nella foto) che sembra più «squillo» che «perbene».

E c’è quello che dall’episodio pilot si delinea come l’antitesi del dottor House: è il dottor Gallagher di Mental (nella foto), che, oltre a essere affascinante, dice di voler curare i malati e non le malattie e lo fa a tal punto che, come psichiatra, si propone di entrare nella testa dei pazienti per vedere la realtà attraverso i loro occhi e così poterli curare.
Il Telefilm Festival è stato dunque una finestra sulla nostra televisione permettendoci di capire che cosa si vedrà, anche se l’attenzione – inutile chiedersi il perché - è stata puntata più su Mediaset Premium che su Sky.

Valeria Prina