Gérard Philipe, un mito intramontabile

18/11/2009

Il Cinema Trevi dedica la giornata di domenica 22 novembre (con la proiezione di “Villa Borghese”, Fanfan La Tulipe” e “La Bellezza del diavolo”) ad un mito cinematografico, Gérard Philipe, il simbolo della gioventù del dopoguerra grazie a “Il diavolo in corpo” (1948) di Claude Autant-Lara, per il quale viene premiato a Venezia, e a “Fanfan la Tulipe” (1952) di Christian-Jaque, che lo farà diventare un idolo eroico. Nel 1949 incontra il regista René Clair con il quale gira “La bellezza del diavolo”, un altro dei capisaldi della sua carriera cinematografica, dove interpreta due parti, quella di Mefisto e quella di Faust giovane/Enrico.  
Tante sono le parti memorabili della sua breve carriera: il principe Myyskin in “L’idiota” (1946) di Georges Lampin, Fabrizio Del Dongo ne “La Certosa di Parma” (1948) di Christian-Jaque, il medico alcolizzato de “Gli orgogliosi” di Yves Allégret (1953), Julien Sorel ne “L’uomo e il diavolo” (1952), uno scommettitore donnaiolo ne “Le grandi manovre” di René Clair (1955), Amedeo Modigliani in “Montparnasse 19” (1958) di Jacques Becker, Valmont in “Relazioni pericolose” (1958) di Roger Vadim, il sognatore de “Le Belle della notte” (1952) di René Clair, l’assassino de “La via del rimorso” (1949) di Yves Allégret, e altre.

Gérard Philipe è morto il 25 novembre 1959, pochi giorni prima del suo trentasettesimo compleanno. Cinquant’anni dopo il suo mito e il suo ricordo sono ancora presenti, è senza dubbio ancora considerato il più grande attore francese che sia mai esistito, uno dei più popolari e dei più amati dai francesi stessi.

Redazione