Ritratto Scamarcio: il nuovo volto del cinema italiano

01/01/2008

Riccardo Scamarcio nasce a Trani nel 1979. La passione per la professione di attore si fa presto sentire e, quasi ventenne, si trasferisce a Roma per seguire i corsi di recitazione della scuola di cinema. Riccardo è dotato di talento recitativo, ma soprattutto di fascino innato: aria un po’ trasandata da bello e dannato, viso che buca lo schermo, non è certo difficile per lui essere presto notato.
Il suo esordio è in alcuni film per la Tv, riprova del fatto che questa sia ormai un obbligatorio trampolino di lancio anche per futuri artisti impegnati. Nel 2001 ha la parte del giovane protagonista di “Ama il tuo nemico 2”. Fabrizio Canepa (Riccardo Scamarcio), giovanissimo capobanda nel quartiere malfamato di una città del sud, riceve dal potente boss locale, Nisticò, l'incarico di uccidere don Paolo, il parroco del quartiere, un prete scomodo, impegnato a combattere in prima persona la malavita organizzata. Ma prima di potersi macchiare del delitto, il giovane viene arrestato per le sue attività nel racket e nello spaccio di droga. In carcere ha mondo di conoscere e meglio don Paolo che, come cappellano, visita e assiste i detenuti. Tra i due nasce un rapporto di profonda stima e confidenza, che continua anche quando Fabrizio esce di prigione. Nello stesso anno interpreta il ruolo di Michele in una serie televisiva su Raidue ambientata fra i banchi di una quarta liceo. Nel 2003 è Guido nel film tv “Io ti salverò”. Ugo Guerra è un caposquadra dei Vigili del Fuoco. Dopo la morte di sua moglie, Ugo si è chiuso nel dolore, allontanandosi, pur senza volerlo, da suo figlio Guido che si fa incastrare in un giro di droga. Ugo è ferito a morte durante una missione dei Vigili del Fuoco.Il figlio, con un gesto di grande generosità, gli salva la vita e lui, una volta guarito, vuole scoprire la verità.
Dopo questa breve gavetta televisiva Riccardo viene notato dal regista Marco Tullio Giordana che gli offre una piccola parte un film tv di tutt’altro livello. Si tratta niente meno che de “La meglio gioventù” premio "Un Certain Regard" al Festival di Cannes, vincitore di sei David di Donatello e sette Nastri d'argento. La sua è una piccola parte, quella del figlio nato dal breve e intenso amore fra Alessio Boni e Maya Sansa, ma è anche colui che chiude questa saga familiare ambientata dagli anni 60’ ai nostri giorni lanciando un messaggio di speranza per le nuove generazioni. Un interpretazione che da questo momento cambia la vita professionale del giovane Riccardo, che subito diventa il più giovane attore esordiente richiesto dai registi italiani.
Segue subito dopo il film giovanilistico di Lucio Pellegrini “Ora o mai più”, piccola opera intimista che passa inosservata. Nel 2003 Luca Lucini gli offre il ruolo di protagonista in “Tre metri sopra il cielo”, tratto dal romanzo di culto di Federico Moccia (ed. Feltrinelli). Oltre a riscuotere uno straordinario successo presso il pubblico di riferimento del film (ragazze e ragazzi tra i 12 e i 21 anni), Riccardo Scamarcio si conferma come uno dei più promettenti attori della sua generazione. Step è un ragazzo difficile, nella Roma degli anni 80’, che perde la testa per Babi, una splendida pariolina. A Luglio dello stesso anno viene premiato dalla Stampa Estera con il Globo d'Oro come miglior attore esordiente.
Nel 2004 lavora nel film di Michele Placido “Romanzo Criminale” biografia della banda della Magliana tratta dall’omonimo romanzo di Giancarlo Decataldo. Nel film Riccardo interpreta il ruolo più ambiguo e controverso, cioè quello del Nero, unico membro della banda a manifestare una vera fede politica.
Nello stesso anno lavora di nuovo con Lucini nella bella commedia milanese “L’uomo perfetto”, in cui Riccardo veste i panni di un attore squattrinato a cui viene offerto un lavoro che per ristrettezza economica non può rifiutare: fingersi l’uomo perfetto di una ragazza snob e mandare all’aria un matrimonio che potrebbe rovinare per sempre la felicità di una donna.
Torna poi a lavorare con Michele Placido, questa volta al suo fianco nella veste di attore, nel film di Martone, “L’odore del sangue”…
Nel 2005 è l’interprete, insieme a Valeria Golino, da lì in poi sua matura compagna, e a Carlo Orlando del film “Texas” di Fausto Paravidino, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione “Orizzonti”. Il film si aggiudica il premio Pasinetti, riconoscimento ormai storico che i giornalisti iscritti al Sindacato, accreditati a Venezia, assegnano nei giorni della Mostra, per la qualità del film e il tema fortemente significativo per il giornalismo. Dal canto suo Scamarcio si aggiudica il premio “Guglielmo Biraghi” assegnato dai giornalisti della Mostra al miglior attore emergente. Il film racconta la vita di un gruppo di amici di un piccolo paese del Piemonte, attraverso le vicende di tre notti: un sabato di novembre, un sabato di dicembre vicino al Natale ed un sabato di febbraio. C'è Davide (Carlo Orlando) un ragazzo i cui genitori un tempo erano proprietari di un negozio di alimentari che ha cessato l'attività. C'è Cinzia (Ines Sposetti) che viene da una cascina e si vergogna di essere figlia di contadini. Anche lei insegue il riscatto, lavorando in un supermercato ed è innamorata di un ragazzo, Gianluca (Riccardo Scamarcio). Vuole che questo amore sia grande e puro, non come quello dei suoi genitori che lei vede vecchio e consumato. E poi c'è Maria (Valeria Golino), una maestra elementare sposata con Alessandro (Valerio Rinasco), che s'innamora di Gianluca e si trova ad avere 2 famiglie e a non saper scegliere, quasi paralizzata dagli amori.
Riccardo Scamarcio è stato anche l'attore italiano scelto per Shooting Star 2006, l'evento speciale all'interno della vetrina berlinese che offre visibilità a 20 giovani attori emergenti europei nell'ambito del festival.
Si tratta di una sorta di piattaforma di tre giorni dedicata al lancio dei giovani attori emergenti proposti dai vari paesi europei, sulla scena internazionale.
Nell’autunno di quest’anno Riccardo è sugli schermi di Canale 5 nei panni del giovane principe Marco ne “La Freccia nera”. Il primo adattamento al romanzo di Robert Louis Stevenson è stato nel 1968, quando il 1° canale della Rai trasmetteva la prima delle sette puntate de «La Freccia nera» con Loretta Goggi e Aldo Reggiani. Ora, il celebre sceneggiato viene riproposto in una versione rivista e corretta e messo in scena con Riccardo Scamarcio e Martina Stella per la regia di Fabrizio Costa. La storia ha qualche licenza: non siamo più in Gran Bretagna, ma in Trentino intorno al 1400. In lotta ci sono i fedeli dell'Impero contro i nobili legati al Papato. Sullo sfondo di numerose battaglie, nasce l'amore tra il giovane Marco (Scamarcio) e la bella Giovanna (la Stella). Quest'ultima, pur di partecipare alle battaglie, si traveste da ragazzo.
Presto vedremo nelle sale il seguito di “Tre metri sopra il cielo”, “Ho voglia di te” sempre tratto da un romanzo di Federico Moccia, in cui Step, di ritorno dagli States ha rimarginato le ferite del passato: il difficile rapporto con la madre, il dolore per l’amico morto, la separazione da Babi . Molte cose sono cambiate e l'incontro con la travolgente ed irresistibile Gin (Laura Chiatti) catapulterà Step verso emozioni e sensazioni che credeva d'aver provato solo per Babi (Katy Louise Saunders).
Nell’agenda dell’attore ci sono inoltre in programma le riprese di un film del regista Daniele Lucchetti "Mio fratello è figlio unico": storia di due fratelli, interpretati da Riccardo Scamarcio ed Elio Germano, ambientata tra il 1963 e il 1975, negli anni dei grandi cambiamenti, della contestazione.
Pare che questa formula vincente di coniugare film impegnati d’autore, film più leggeri e film tv abbia decretato la fama di ampio respiro di questo affascinante attore. Chissà se la tv continuerà ad essere un elemento presente nella sua carriera. Certo se usata in maniera intelligente, evitando di compiere indecorosi scivoloni come accadde ad Accorsi con “Casanova”, la tv sarà per l’attore un modo per continuare a tenere alta la sua fama in un paese che si sa, poco di cinema conosce e che di divi televisivi si nutre.
Certo la fama che oggi Scamarcio vanta, paradossalmente, non è dovuta né a “La meglio gioventù” né a “Romanzo Criminale” e se si fosse limitato ad interpretare questi film ora sarebbe solo l’idolo mio e delle poche decine di giovani cinefile rimaste in circolazione.

Sara Radaelli