Ricordo di Corso Salani, un amico

24/06/2010

Non avrei mai pensato di scrivere questo articolo… il 17 giugno scorso, l’attore e regista Corso Salani se n’è andato improvvisamente, un malore mortale l’ha colto mentre passeggiava con la moglie Margherita sul lungomare di Ostia.
Conoscevo personalmente Corso e lo stimavo come artista e come uomo per la sua gentilezza, simpatia e soprattutto per la sua disponibilità sempre discreta… Lo conobbi tre anni fa quando era al Festival di Locarno per presentare il suo film documentario “Mirna”, per il quale vinse il Premio Cineasti del Presente. 
Ricordo benissimo il suo sorriso dolce e gentile quando gli dissi che l’amavo per le sue interpretazioni di due capolavori di Marco Risi, in ordine cronologico “Il muro di gomma”, opera di grande valore anche per impegno civile, e “Nel continente nero” in cui il regista rielabora gli stilemi della classica Commedia all’Italiana anni ’60 riaggiornandola all’inizio degli anni ’90. Due opere totalmente diverse esteticamente e per contenuto; nel primo titolo, uno dei film più importanti degli anni ’90 del cinema italiano, la tragedia di Ustica è ricostruita in maniera diretta e priva d’ogni retorica; Corso Salani interpreta magistralmente il giornalista che cerca vanamente di sfondare il muro di gomma per scoprire la verità sull’aereo tragicamente schiantatosi ad Ustica. Nel continente nero Corso Salani duetta splendidamente con un Diego Abatantuono canagliamente sulfureo in una commedia acre ottimamente diretta in cui si deridono i comportamenti di certi italiani, anzi italioti, all’estero in cerca di fortuna… Per certi versi un Sorpasso anni ’90 in cui Corso Salani è il protagonista positivo, diciamo un novello Trintignant, mentre Abatantuono ricorda un po’ il personaggio squallido ed opportunista interpretato da Gassman nel Sorpasso… Purtroppo “Nel continente nero”  è stato un film poco fortunato, ma è un’opera estremamente interessante ed importante nella quale Corso diede una prova d’attore straordinaria in un ruolo complesso ed estremamente toccante…
In quel momento Corso era un attore lanciato, ma la sua passione ed il coraggio lo hanno portato a far scelte difficili realizzando film indipendenti come documentarista andando in giro per il mondo per creare dei piccoli gioielli come  “Voci d’Europa” nel 1989, “Gli ultimi giorni” girato nel 1991 e “Gli occhi stanchi” del ‘96. Fino al 2000, in cui inizia la fruttuosa collaborazione con Gianluca Arcopinto per Occidente e Palabras. Recentemente Corso ha partecipato a numerosi film, vorrei citare fra gli altri “Mar Nero” dell'esordiente Federico Bondi, la fiction per Sky “Il mostro di Firenze” ed infine “Il sole buio” di Antonio Capuano che vedremo il prossimo anno. Infine nell’ultimo periodo, Corso aveva appena finito di girare una docufiction sulle morti bianche dal titolo “I casi della vita”, prodotto dalla Kairos Film di Francesco Pamphili.
Mancheranno molto il coraggio e l’esigenza interiore di Corso di esplorare nuovi orizzonti e territori, a me personalmente mancherà la figura di Corso Salani poiché era autenticamente una bella persona a cui ero e sono tuttora molto legato; ogni volta che ci siamo incontrati abbiamo parlato con passione, ma anche sorriso, dello stato del nostro cinema talvolta un po’ provinciale… terrò sempre dentro di me questi ricordi.
Ma il bello del Cinema è che ha un che di divino per il semplice fatto che rende immortali gli attori. Ciao Corso, buon viaggio amico mio.

Ettore Calvello