Creatività low budget: come Rodriguez diventò un regista di culto

20/04/2011

 "Il Cinerigattiere", rubrica a cura di MARIO TIRINO


Un Arriflex 16mm non sincronizzata, attori non professionisti, uno stock di pellicola scaduta, armi messe a disposizione dalla polizia locale, 15 giorni di riprese e 7000 dollari guadaganti dal regista facendo da cavia in una clinica per ricerche farmacologiche. Ecco quello che aveva a disposizione Robert Rodriguez, allora ventiquattrenne, quando ha deciso di girare il suo primo lungometraggio: El Mariachi.
La storia è delle più semplici: un mariachi si reca in una città di fronteria di nome Akuna in cerca di fortuna; qui viene scambiato per Azel, killer che veste sempre di nero e che gira per la città con le sue armi nascoste in una custodia per chitarra. Azel a sua volta è in lotta con Moco, boss di Akuna che predilige un abbigliamento total-white.
In poco tempo si ritrova senza saperlo coinvolto in una serie di inseguimenti e sparatorie. Intanto incontra la donna della sua vita: Domino, ragazza messicana desiderata da sempre da Moco.
Lei lo aiuta a tirarsi fuori dai guai , ma non tutto fila per il verso giusto e la città che il suonatore di chitarra credeva gli avrebbe portato fortuna diventa portatrice di sventure.
Sgangherato, oscillante tra i toni del grottesco e quelli della tragedia, con piccole scivolate nell'onirico, El Mariachi porta addosso tutti i segni del low budget che però danno alla pellicola quel sapore del prodotto indipendente e  quel fascino da B movie, grazie ai cambi di intensità di luce e di colore, alla sgranatura della fotografia, agli eccessi di zoom usati per intesificare la drammaticità degli eventi, ai grandangoli deformati e ad altre ruvidità formali.
Rodriguez scrive una sceneggiatura che strizza l'occhio a vari generi: al gangster, al thriller, al western e alla commedia. Inoltre prende spunto anche dalla commedia degli equivoci per gli  scambi di persona alla base di situazioni imbarazzanti ma molto divertenti per il pubblico. La cinefilia acuta del regista si manifesta nelle molte inquadrature ispirate a Sergio Leone a favore dell'enfasi recitativa degli attori.
Come tutti i filmaker alle prime armi, Rodriguez si cimenta anche nel montaggio. A causa della scarsità di pellicola, non si poteva girare più di un ciak e succedeva che molte scene contenessero degli errori (pistola che cade in un momento sbagliato, custodia della chitarra che non viene lanciata nel modo giusto), prontamente eleminati in sala di montaggio.
Il film ebbe un successo internazionale sia di pubblico che di critica e segnò l'inizio della carriera di un regista divenuto di culto. Il clamoroso successo portò Rodriguez a firmare un contratto con la Columbia per la realizzazione di tre film, il primo dei quali, sarà proprio il sequel di El Mariachi.
"Questa pellicola dimostra che quando c’è l’abilità non occorrono milioni di dollari per realizzare un buon film, ma solo l’uso della creatività".

El Mariachi
Regia, Soggetto, Sceneggiatura, Montaggio, Fotografia e Produzione: Robert Rodriguez
Interpreti:  Carlos Gallardo, Consuelo Gómez, Jaime de Hoyos, Peter Marquardt, Reinol Martinez Ramiro Gómez, Jesús López, Luis Baró, Oscar Fabila, Poncho Ramón, Fernando Martínez, Manuel Acosta, Walter Vargas,Roberto Martínez
Musica: Eric Guthrie
Origine: Messico, USA
Anno: 1992

Attilio Lambiase