Secretly, Greatly

22/03/2014

Titolo originale: Eunmilhage Widaehage
Regia: Jang Cheol-soo
Cast: Kim Soo-hyun, Park Ki-woong, Lee Hyun-woo, Son Hyun-woo, Park Hye-sook, Park Hye-sook, Kim Sung-kyun, Park Eun-bin, Hong Gyeong-in
Produzione: Corea
Genere: Azione
Anno: 2013
Durata: 122
Voto: 6


Il Capitano Won Ryu-hwan è un agente nordcoreano “dormiente”, che risiede da due anni in un quartiere suburbano di Seoul, dove è stato assunto come tuttofare dalla proprietaria di un negozio di alimentari. In mancanza di istruzioni da Pyongyang, a Won non resta che perfezionare la propria copertura recitando la parte di Dong-gu, l’idiota del villaggio. Un giorno viene raggiunto da altri due agenti, Lee Hae-rang, che sogna di diventare una rockstar, e il giovane Lee Hae-jin. Dopo il cambio di regime in Corea del Nord, però, i membri della segretissima Unità 5446 ricevono un ordine che non si sarebbero mai aspettati.
Inversione di marcia per Jang Cheol-soo, che esordì nel 2010 con il violento “Bedevilled”, che questa volta fa appello alla paranoia tutta coreana del nemico alle porte, con un mix dissonante di dramma e commedia. E se delle spie pressochè adolescenti possono apparire scarsamente credibili, un po’ come se Ryoo Seung-wan avesse fatto interpretare “The Berlin File” dai membri di una boy-band, è sufficiente realizzare che “Secretly, Greatly”, tratto dal popolare webtoon “Covertness” di Choi Jung-hun, è in primis un veicolo per i giovanissimi attori protagonisti Kim Soo-hyun, Park Ki-woong e Lee Hyun-woo, tutti provenienti dal mondo delle serie televisive. Del resto l’idea ha fatto scuola e sempre nel 2013 la pop-star T.O.P. ha debuttato, naturalmente nel ruolo di una spia nordcoreana, nel più ortodosso “The Commitment” di Park Hong-soo.
Jang, ex aiuto regista di Kim Ki-duk, ha la peculiarità di far convivere gli opposti con una fluidità particolarmente spiccata. Se “Bedevilled” era un debutto che si nutriva di contrasti inconciliabili, un crudo dramma rurale che approdava nei territori dello “slasher” sanguinolento, “Secretly. Greatly” segue il medesimo “modus operandi”, seppure all’interno di una logica più commerciale. Questa volta, però, la cesura è netta. La prima parte è una commedia svampita che ironizza sui valori della società sudcoreana, osservata dall’occhio “alieno” per definizione, ovvero quello di una spia di Pyongyang; la seconda è un “action” lacrime e sangue, coreografato dal grande Park Jung-ryul (The Man from Nowhere).
Il paradosso è che questi agenti di èlite altamente addestrati, siano lasciati a marcire nell’inattività più assoluta. Ryu-hwan è un maestro di arti marziali, parla 5 lingue ed è specializzato in medicina, chimica e fisica. Eppure, seguendo le direttive, deve fare tre volte al giorno qualcosa di stupido, orinare per strada due volte al mese, e persino defecare in pubblico una volta ogni sei mesi. Il tutto al fine di impersonare il ruolo dello scemo del villaggio, stornando eventuali sospetti sulla sua vera identità. Ryu-hwan, oltre a diventare lo zimbello del circondario, in due anni ha “fraternizzato con il nemico” sviluppando anche dei legami affettivi, in particolare con Jeon Soon-im, la proprietaria del negozio, e con il suo imbranatissimo figlio Ju Du-seok. Ma al Capitano Won è andata relativamente bene, se si pensa che il postino Seo Sang-ku, altro agente “dormiente”, attende ordini da ben 16 anni. Ad infrangere questa situazione di attesa, si inserisce l’arrivo di Lee Hae-rang, figlio di un Generale nordcoreano, e del giovanissimo Lee Hae-jin. A partire da quel momento, un cecchino prende di mira i disertori nordcoreani allertando gli agenti del NIS. La situazione precipita, e a Pyongyang decidono che si debbano eliminare tutte le tracce dell’esistenza dell’Unità 5446, vista la politica di distensione perseguita dal nuovo leader.
Jang Cheol-soo diverte con intelligenza quando mostra le reazioni degli agenti davanti a una cultura estranea, che tendono a interpretare secondo il loro canoni, o quando Ryu-hwan applica le proprie competenze di spia professionista agli eventi più vacui e irrilevanti. Ma il divertimento è di breve durata, perchè la Corea del Nord è un Moloch che divora i propri figli e che non esita a sacrificarli in nome della ragion di Stato. Ryu-hwan, Hae-rang e Hae-jin si troveranno in un limbo intermedio, né Sud né Nord, braccati dagli agenti del NIS e dal Colonnello Kim Tae-won, loro antico istruttore, chiedendosi se abbia ancora un senso la lealtà nei confronti di un regime spietato.
Il repentino passaggio dal comico al tragico potrà lasciare perplessi gli spettatori poco avvezzi ai subitanei cambi di tono del cinema coreano, ma in questo caso la transizione risulta particolarmente felice, soprattutto per la sottigliezza con cui il Jang riesce a gestirla. L’antitesi tra tragedia e commedia si risolve in una “coincidentia oppositorum”, e la sceneggiatura di Yun Hong-gi riesce persino a mantenere un tono politicamente neutrale.
In concorso al Florence Korea Film Fest, “Secretly, Greatly”, che è stato un enorme successo in patria sia per la tematica che per gli attori coinvolti, sembra però difficilmente esportabile al di fuori dei confini nazionali.

Nicola Picchi