Claudia Cardinale, una ragazza speciale

16/05/2008

Claudia Cardinale è uno di quei personaggi di cui l’Italia si vanta e dai quali si sente rappresentata nel mondo ma, in fondo, di “italianità” – nell’accezione “nazionalpopolare” del termine - nella Cardinale c’è ben poco. Lo dimostra anche il fatto che ormai è parigina da parecchi anni.

Per sua e per nostra fortuna, la bellissima Claudia non ha niente a che fare con quei parametri che hanno caratterizzato e caratterizzano, in tutte le loro evoluzioni e variazioni sul tema, le regine e reginette del cinema italiano. Non è una ex miss-Italia, non è ruspante come la Lollo o la Arcuri e nemmeno una fresca ragazza della porta accanto come Lorella De Luca o la Buy, non è divina come la Loren e (oddio non mi viene in mente nessuna!) e nemmeno statuaria e inebetita come la Cucinotta. Claudia Cardinale è, quando vuole e con immenso garbo, ruspante, fresca, divina e statuaria. La potenza delle sue interpretazioni sta proprio nello charme – tutto francese – che riesce a infondere a ogni personaggio, voce roca compresa. Il suo fascino è quello della seduzione che attrae senza travolgere grossolanamente. Può essere una principessa dall’animo limpido e spontaneo o una popolana con il piglio e la dignità di una regina. Doti le sue che trascendono qualsiasi tipo di catalogazione e che le hanno permesso di lavorare con tutti i grandi del nostro cinema, attraversando quasi tutti i generi e di essere conosciuta e amata “con grande rispetto” in tutto il mondo.

Da sempre avvolta da un’aura di mistero esotico, data la sua nascita a Tunisi da genitori siciliani, Claudia Cardinale voleva fare l’insegnante, dopo aver esordito nel 1958 in un film francese, Goha di Baratier. Tornata in Italia con la sua famiglia, mentre frequentava il Centro Sperimentale di Cinematografia, grazie a una sua foto che circolava su una rivista, fu contattata da Franco Cristaldi ed ebbe inizio la sua carriera di attrice. Uno dei primi personaggi fu la sorella di “Ferribotte” ne I soliti ignoti, seguirono film come Un maledetto imbroglio e Rocco e i suoi fratelli. I ruoli si fecero più consistenti e diventò una vera e propria icona con La ragazza di Bube e Il Gattopardo, indimenticabile nelle vesti candide di Angelica. Con C’era una volta il West venne consacrata “diva”.  Oggi è una signora del cinema e del teatro, pluripremiata e ancora tanto amata e ammirata, nonché bellissima. Grazie alla sua bravura e tenacia, l’Italia può gloriarsi di un nome che ispira serietà, talento e tanta dignità. Ma ce lo meritiamo davvero? Grazie Claudia!

Katia Ceccarelli