Carroll Baker - Ah! Baby Doll, Baby Doll!

16/05/2008

Figlia di un commesso viaggiatore, Carroll Baker frequenta il college per un anno e dopo un breve matrimonio con un commerciante di pellicce, inizia la sua carriera a Broadway dividendosi fra corsi di recitazione, danza e il lavoro da assistente di un prestigiatore. È il secondo matrimonio con il regista Jack Garfein (da cui ha una figlia, Blanche) a introdurla nel mondo del cinema nel 1953.

Dopo Marilyn Monroe, alcuni produttori di Hollywood indicarono Carroll Baker come potenziale nuovo sex symbol. Il film Harlow (Jean Harlow, la donna che non sapeva amare, 1965) di Gordon Douglas, avrebbe dovuto lanciare la Baker nell’interpretazione di un’altra leggendaria bionda platino, la sfortunata diva degli anni trenta morta a ventisei anni.

Aldilà della commozione delle platee, la biografia della Harlow non portò ai risultati sperati; i tempi erano cambiati da quando la Baker aveva fatto scalpore nel ruolo di moglie bambina in Baby Doll.

Diretto da Elia Kazan e sceneggiato da Tenesse Williams nel 1956, Baby Doll - oltre ad avere dato il nome al succinto pigiamino - aveva introdotto la presenza delle “Lolite” nel cinema con la storia di un’orfana diciannovenne (la Baker all’epoca aveva già venticinque anni) sposata con un amico di suo padre. Il caldo e l’afa delle piantagioni di cotone degli Stati del Sud facevano da sfondo ad una vicenda morbosa e tormentata; l’anziano marito aveva infatti promesso di non consumare il matrimonio prima del ventesimo compleanno di sua moglie “Baby” che nel frattempo dormiva, per sua scelta, in un lettino della nursery. L’incontro con il vicino di origini siciliane, Vaccaro (Eli Wallach al suo primo film) sconvolge invece l’equilibrio coniugale con la sua ostentazione di sicurezza e sana baldanza giovanile.

Dopo il grande successo, si susseguono vari ruoli di “mogliettina” e “fidanzatina” (aveva avuto anche una piccola parte in The Giant in cui era innamorata del magnate del petrolio interpretato da James Dean): è la promessa sposa di Gregory Peck in The Big Country di William Wyler, 1958, che poi finisce assieme al rude e vigoroso Charlton Heston. In The Miracle (Vento di tempesta, Irving Rapper, 1959) è una suorina che perde la testa per un giovane soldato (Roger Moore) e sposa uno zingaro (Gassman nei suoi anni “americani”); in Bridge to the sun (Il ponte verso il sole,1961) sposa invece un diplomatico giapponese poco prima della seconda guerra mondiale, in The Carpetbaggers (L’uomo che non sapeva amare, 1964) fa il verso alla Harlow nel film ispirato alla vita di Howard Hughes.

Non avendo sfondato in America, la Baker tenta di nuovo la fortuna nella “spregiudicata” Europa e l’Europa la accetta ben volentieri considerandola una emancipata e spregiudicata americana; verso la fine degli anni ’60 inizia a lavorare in Italia, successivamente in Spagna e Germania prendendo parte alle più varie produzioni e tentando quasi di tutto fino a rasentare i “B” movies; in tal senso è emblematico Baba Yaga di Corrado Farina, 1973, in cui la Valentina di Crepax è alla prese con la strega interpretata dalla Baker di cui viene censurata una scena di nudo integrale. D’altro canto debutta in teatro a Londra nel 1977 con Rain di W. Somerset Maugham. Tornata negli Usa, sposa Donald Burton nel 1982 e ancora alla fine degli anni ’90 non disdegna presenze negli show televisivi e piccoli ruoli al cinema (c’è anche in The Game, 1997). Contemporaneamente si dedica con passione alle ristampe della sua autobiografia “Baby Doll” - guarda caso - sulla cui copertina appare sorridente come una bambola, fresca come una rosa (potere del lifting) e bionda come una nuvola.

Katia Ceccarelli