Anne Bancroft

16/05/2008

La prima volta che la notai fu in “Amici, Complici, Amanti” di Paul Bogart e ne rimasi folgorato. La sua interpretazione, cosi carica di energia e di pathos mi sedusse sin da subito e con ansia aspettai i crediti per dare un nome a quell’attrice. Si chiamava Anne Bancroft, e siccome fino a quel momento non avevo un’attrice del cuore decisi che sarebbe stata lei. Cosa mi colpii?

Presto detto. La naturalezza della sua recitazione e la sua espressività cosi comunicativa: una di quelle rare attrici che vedi in un film e pensi “Non sta recitando? è lei?” qualunque sia il ruolo che sta interpretando, in grado (prerogativa solo dei grandi attori!) di annullare magicamente telecamere e riflettori che la separano dal pubblico.
Mi collegai subito ad internet sperando di poter avere qualche informazione di più ma scoprii amareggiato che non c’era nessun sito. Non mi persi d’animo e armato del “Dizionario del Cinema” andai alla ricerca della sua cinematografia e rimasi stupefatto dalla copiosa produzione di questi ultimi cinquant’anni.
Anne Bancroft ,malgrado sia ormai una delle icone cinematografiche del secolo e la sua popolarità abbia fatto il giro del mondo e la critica abbia da sempre riconosciuto il suo talento , non ha mai raggiunto il divismo di altre “Signore del Cinema” a lei contemporanee che fusero la loro vita privata e artistica sino a non riuscire più a distinguere l’una dall’altra contribuendo così all’edificazione della leggenda.
Anne Bancroft è, per il pubblico italiano, una di quelle attrici che vedi in un film e la riconosci come viso familiare perché l’hai vista in parecchie pellicole, ma in pochi saprebbero associarla ad un nome e cognome. Diamo una scorsa alla sua biografia.
Anne Bancroft, il cui vero nome è Anna Maria Italiano ( che avesse sangue italiano c’era da giurarlo! ndr) è nata a New York, nel Bronx nel 1931. Il suo debutto cinematografico avvenne nel 1952, all’età di 20 anni con il film “La tua bocca brucia” di Roy Baker accanto ad una Marilyn Monroe già affermata, ma la sua prima apparizione di rilievo si ebbe nel 1962 con “Anna dei Miracoli” (The Miracle Worker) per la regia di Arthur Penn che le valse la statuetta d’oro come miglior attrice co-protagonista (il film premiò entrambe le attrici con l’Oscar), rendendo un’interpretazione memorabile che la fece conoscere alla critica (nella storia del cinema la scena in cui le due protagoniste si azzuffano per 8 minuti, scena che richiese delle speciali imbottiture per i fianchi e protezioni alle gambe), ma il grande successo che la consacrò a diva e la fece conoscere al grande pubblico si ebbe nel 1967 con quella pietra miliare del cinema che è “Il Laureato” (The Graduated) di Mike Nichols nei panni di Mrs Robinson, eccentrica signora che seduce un esordiente Dustin Hoffman. Sin dalle sue prime apparizioni la Bancroft dimostra una versatilità recitativa che la porta ad interpretare personaggi diversissimi non rimanendo imprigionata in un ruolo che alla lunga le avrebbe nuociuto (così come successe alla Monroe o alla Dietrich) ma ha saputo riciclarsi e sperimentare sceneggiature sempre diverse. Nel 1964 si sposa con Mel Brooks che la dirigerà in vari film e nel 1977 gira “Due Vite una Svolta” di Herbert Ross a fianco di Shirley Mc. Laine e Baryshnikov nei panni di una arrivista ballerina di classica guadagnando una nomination come miglior attrice. Nel 1979 si cimenta alla macchina da presa e dirige “Pastasciutta amore mio” (Fatso)
ricevendo giudizi incoraggianti . Nel 1980 recita a fianco di Anthony Hopkins in “Elephant Man” di David Lynch interpretando il ruolo di un’attrice di teatro e nel 1984 ritorna ad affiancare Hopkins in quel sublime film che è “84 Charing Cross Road”
Nel 1984 veste i panni della madre di Arnold in “Amici, Complici, Amanti” (galeotto fu il film! ndr), remake di una pièce teatrale di Broadway ( Torch Song Trilogy), alle prese con un figlio
gay travestito professionista, in cui ,secondo chi scrive, rende
un’interpretazione coraggiosa dando vita ad un personaggio complesso e sfaccettato. Dalla metà degli anni 80 partecipa con ruoli secondari in film quali “Malice - Il Sospetto”, “Nome in Codice Nina” ,“Soldato Jane” ,“Mr Jones”. Nota di dispiacere (un piccolo dolore per gli ammiratori) il cambio della doppiatrice da “Heartbreakers - Vizio di Famiglia” in poi che le ha dato la voce
italiana sin dall’inizio della sua carriera e che le conferiva quello spessore e quella familiarità a cui lo spettatore col tempo si affeziona.

Pier Luigi Fettolini