Il genio che cre˛ la grammatica del Cinema

04/12/2008

David Wark Griffith nasce in una fattoria a Crestwood nel Kentucky e muore a Hollywood nel 1948, nella città che aveva amato e odiato con intensa passione.
Griffith è il vero padre del cinema. E’ l’uomo che più di ogni altro, agli albori della settima arte, ha creato la grammatica narrativa del mezzo cinematografico. Ideandone gli espedienti tecnici e unificandoli nella compiutezza.
Fu l’artista che visse per primo e in prima persona la contraddizione tra ispirazione e botteghino.
Il genio che nell’America degli anni ’10 creò la grammatica e la sintassi della nuova arte, girando centinaia di film, corti, medi e lunghissimi.
Griffith non ha soltanto inventato espedienti tecnici come l’apertura e la chiusura dell’obiettivo a iride, il primo piano e quello americano, la luce, il montaggio alternato con l’incastro di varie storie, ma ha creato, mescolandoli, la funzione narrativa stessa del cinema, credendoci prima di chiunque altro.
La sua prima regia è “The Adventure of Dollie” del 1908, mentre “Pippa passes” è il primo film recensito il 10 ottobre del 1909 dal New York Times. Ma i suoi due titoli leggendari sono “Nascita di una nazione” del 1915, in cui rivive epicamente la guerra civile americana; e “Intollerance” del 1916, uno dei film più costosi e maledetti della storia, la cui narrazione si svolge su quattro piani paralleli: uno sciopero moderno, la caduta di Babilonia, la storia di Cristo e la notte di san Bartolomeo.
Griffith verrà travolto dai debiti che finirà per pagare solo nel 1923, dopo aver girato i due titoli invece più graditi al pubblico. I melodrammi “Giglio infranto” del 1919 e “Le due orfanelle” del 1921.
La controversa e folgorante carriera di uno dei patriarchi del cinema si chiude in anticipo con l’insuccesso, nel 1931, di “The Struggle”, centrato sull’alcolismo.
Rimane a tutt’oggi una delle figure primarie del cinema ed è considerato da esperti e critici “Il papà del cinema”. Giustamente.
E pensare che prima di scoprire l’espressività del Cinema, Griffith lo odiava.
Dopo esserci andato una prima volta con un amico lo definì “stupido, noioso, imperdonabile; chi riesce a divertirsi con una cosa del genere meriterebbe di essere fucilato all’alba”
Per  fortuna cambiò idea e tutti noi lo ringraziamo.

Alessandro Marangio