Un'inarrestabile discesa verso la follia

01/02/2009

Horror psicologico sullo stile di "Rosemary's Baby", "Repulsion" racconta la storia di Caroline Ledoux, un'estetista di origine belga che vive con la sorella Helene un'esistenza fatta di astrazioni continue che tutti scambiano per pene d'amore ma che in realtà celano un profondo disagio. Ben presto si scopre che la sofferenza di Caroline è causata dall'assidua presenza in casa sua dell'amante della sorella, un uomo sposato che lei detesta, e dalle attenzioni che le rivolgono alcuni spasimanti, in particolare il suo corteggiatore Colin. Il rapporto con la sorella è quasi morboso e vissuto in uno stato di semi-soggezione anche perché le due donne sono agli antipodi, sia fisicamente che psicologicamente. Caroline è bionda, insicura e disdegna le attenzioni che le provengono dagli uomini, mentre Helene è mora, disinibita e in grado di vivere la sua sessualità in piena libertà. La follia di Caroline, quindi, esplode quando Helene decide di partire con il suo amante per l'Italia, lasciandola sola in una casa che diventerà il suo inferno. Privata, infatti, del suo unico punto di riferimento affettivo, la donna comincia a sprofondare nei suoi incubi, chiudendosi in una solitudine e in un silenzio che ben presto sfocerà nella follia. A far scatenare tutte le sue ossessioni, che già cominciano ad incarnarsi in allucinazioni agghiaccianti, soprattutto in quella di mani che fuoriescono dalle mura e che tentano di bloccarla, è la violenza che Caroline subisce da parte di un uomo penetrato nella sua abitazione.  Dopo la violenza e constatata l'impossibilità di tornare alla normalità, Caroline si rinchiude in casa dove il tempo sembra smaterializzarsi ed essere scandito solo dal ticchettio degli orologi e dalla campana di un convento vicino. In questo scenario di inesorabile discesa verso la pazzia la violenza di Caroline si scatena nel brutale assassinio di due uomini, Colin e il padrone di casa, per poi concludersi in un trance catatonico, stato in cui la ritrovano la sorella e l'amante di questo al ritorno dall'Italia. Tutto il film è dal sapore fortemente psicologico e caratterizzato da un'attenzione maniacale per i dettagli, sebbene alla fine si abbia l'impressione di essere stati catapultati in uno scenario surrealistico. Le scene iniziali, a dispetto della violenza e della brutalità che poi si scatenerà, sono in realtà le più angoscianti in quanto la loro lentezza ci illude che esse siano solo il preludio ad un qualcosa che sta per verificarsi. In realtà la loro vera essenza è quella di un Vuoto inesorabile che, a mente lucida, appare ancora più agghiacciante dell'orrore che non tarderà a manifestarsi. Alla follia di Caroline, Polanski ci conduce con calma, costruendo un mosaico in cui l'intento principale è quello di innervosire lo spettatore con suoni, silenzi, continui movimenti della macchina da presa, scene terrorizzanti. L'intento del film è quindi quello di puntare sull'orrore psicologico e sulla lenta discesa verso l'inferno della protagonista che finisce con l'essere inghiottita dalle sue ossessioni, dalla sua paranoia e dalla sua inguaribile sofferenza. La Deneuve fu magistrale nel calarsi nella parte e nel raggiungere lo scopo che con questa pellicola Polanski si era prefisso, ovvero quello di raccontare la follia attraverso gli occhi della protagonista, senza costruire interpretazioni psichiatriche e lasciando lo spettatore libero di giudicare. Secondo lungometraggio di Polanski, ma il primo ad essere girato fuori dalla Polonia, "Repulsion" venne considerato dalla critica una delle migliori opere britanniche degli anni 60, riuscendo anche a conquistare l'Orso d'Argento, e inaugurando quella ideale trilogia che ha poi preso il nome di "Trilogia degli appartamenti".

Lucia Cocozza