Incontro con John Hurt

24/11/2013

Uno dei primi incontri di questa VIII edizione del Roma Film Festival è stato quello con John Hurt, grandissimo attore britannico che ha   presentato in anteprima mondiale il suo nuovo film Snowpiercer. Straordinario interprete teatrale, oltre che cinematografico, Hurt ha voluto raccontare, partendo proprio dal suo ultimo lavoro, tutta la sua carriera; in Snowpiercer diretto da Joon – Ho Bong, l’attore recita la fianco di Chris Evans e Tilda Swinton ed interpreta il ruolo di Gilliam.
“Quando ho incontrato Bong ho capito subito che avevo davanti a me un grande regista e che la storia che voleva raccontare era un viaggio a cui non volevo assolutamente mancare. Bong è incredibile, sa esattamente cosa vuole e riesce a farlo benissimo. Lui gira e riprende quello che vede e, nel farlo, ha uno stile straordinario. Il film è piaciuto molto e ne sono davvero contento.”
Poi alcune parole anche per Tilda Swinton: “E’ cresciuta moltissimo dal punto di vista artistico, avevamo già lavorato insieme in Only Lovers Let Alive di Jim Jarmusch e sono convinto sia un’artista straordinaria. Credo comunque che il film sia ben riuscito proprio perché tutti gli attori hanno piena maturità artistica, ma nessuno prevale sugli altri e questo colpisce molto”. Poi l’attore si sofferma proprio sullo stile di recitazione inglese: “Credo che gli attori cinematografici inglesi siano notevolmente migliorati negli anni; prima la tradizione del teatro sovrastava il cinema e gli attori erano molto più bravi a teatro, poi è cambiato. Alec Guinnes ne è l’esempio migliore, lui è stato una vera e propria guida in questo senso, la sua interpretazione in Oliver Twist resta indimenticabile, era perfetto! Prima teatro e cinema erano due cose distinte, il cinema si faceva soltanto per fare più soldi, ma oggi è diverso per fortuna, gli attori cinematografici sono migliorati e teatro e cinema godono della stessa importanza”. John Hurt si diverte poi a raccontare l’inizio della sua carriera, quando ad 8 anni interpretò un ruolo femminile per una recita scolastica (la scuola era maschile). In disaccordo con i suoi genitori che lo preferivano insegnante sebbene amassero molto il teatro, Hurt si iscrisse all’Accademia d’arte drammatica, grazie anche all’appoggio di due ballerine australiane conosciute ad una festa a Londra! Per quanto riguarda il cinema, la passione invece esplose con la Nouvelle Vague e il cinema francese che però non arrivava facilmente in Gran Bretagna. “Ho visto Jules e Jim per sette domeniche di fila in un piccolo cinema di Londra, era come se andassi in pellegrinaggio! I miei ruoli al cinema sono stati molti e di diverso tipo, non è mai facile scegliere cosa accettare e cosa rifiutare, più scelte ci sono e più diventa complicato. Con gli anni si perde la freschezza, si cambia, ci si mette a ragionare e invece bisognerebbe scegliere più facilmente! Certo, quando mi chiamano registi come Lars Von Trier e Jim Jarmusch non chiedo nemmeno di che film si tratti, accetto e basta! Quando ho accettato il ruolo di Elephant Man (David Lynch,) ho fatto soltanto quello che era richiesto. All’epoca nessun attore avrebbe accettato un ruolo in cui la propria faccia viene completamente cancellata, io invece l’ho fatto e forse se ho vinto l’Oscar è proprio perché non si vedeva il mio viso!”. Le sue ultime parole sono per il cinema indipendente, da sempre il suo preferito: “Credo che nel cinema indipendente ci sia una sensibilità diversa, il fatto che siano a basso costo non significa che siano di bassa qualità, ovviamente.”
Infine, prima di rispondere alle domande del pubblico, Hurt accetta simpaticamente anche una sceneggiatura da un ragazzo in sala!

Silvia Preziosi