Green Inferno: incontro con Eli Roth

24/11/2013

Justine ed i suoi amici arrivano in Perù per impedire la distruzione di una parte della giungla che comprometterebbe la vita di una tribù locale. Ma le loro buone intenzioni iniziano a svanire quando scoprono che gli uomini della tribù praticano il cannibalismo ed hanno deciso di catturarli e trasformarli nel loro pranzo. Dopo la proiezione del film, presentato nella sezione Fuori Concorso, il regista Eli Roth e l'attrice protagonista Lorenza Izzo hanno incontrato la stampa in un incontro davvero piacevole.
 
“Questo film è un omaggio al cannibal-movie italiano. Ho sempre amato il cinema italiano da Mario e Lamberto Bava, Dario Argento, Pier Paolo Pasolini e Roberto Rossellini, ma anche quelli probabilmente meno conosciuti nel resto del mondo come Sergio Martino, Lucio Fulci e Ruggero Deodato, una persona davvero amabile che ho avuto il piacere di incontrare, un regista che è riuscito a coniugare l'estetica neorealista di Rossellini con la violenza di Sergio Corbucci. E' riuscito ad introdurre uno sguardo finto documentarista al genere horror, è lui che ha aperto le porta al cinema horror più recente, al successo di film come Cloverfield o Paranormal Activities. Nessun altro cinema è mai riuscito a raccontare la violenza come quello italiano, da ragazzo pensando a film come Cannibal Holocaust mi dicevo che quei registi erano dei pazzi e che dovevano andare in carcere perché quello che giravano sembra davvero reale! Ho scelto di realizzare questo film perché volevo fare qualcosa che piacesse ai giovani e l'horror è un genere che normalmente amano molto, inoltre mi piaceva l'idea di partire da questa nuova moda che c'è nel mondo occidentale di voler salvare il mondo o di impegnarsi in cause importanti, restando però seduti in casa dietro ad un pc. Credo si sia perso il senso del reale; così ci siamo addentrati nell'Amazzonia e siamo arrivati in Perù, abbiamo parlato e girato tra persone che vivono in un altro mondo, che non sapevano cosa fosse una videocamera o un film, completamente lontani da ogni tipo di tecnologia. Per loro ora un film equivale a Cannibal Holocaust che ho deciso di far vedere a tutti ed è appunto l'unico film che quelle persone hanno visto in tutta la loro vita!”.

Interviene poi l'attrice Lorenza Izzo:”Non conoscevo per niente questi film e li ho scoperti grazie ad Eli. Girare questo film è stato straordinario; la lavorazione è stata complicata, eravamo isolati dal mondo esterno, senza cellulari, elettricità e comodità di alcun genere. Essere entrata in contatto con questi popoli ha cambiato la mia prospettiva e rimesso in discussione i miei legami con la tecnologia. Ovviamente queste persone non erano cannibali, ma soltanto agricoltori molto tranquilli con le loro usanze”.
Tornando alle influenze Eli Roth ha poi aggiunto di aver tenuto in considerazione il cinema di Herzog dal punto di vista della fotografia e della regia, ripensando ad esempio ad Aguirre furore di Dio, girato tra l'altro negli stessi luoghi. “Il mio intento comunque -prosegue il regista- non era quello di replicare i cannibal movies degli anni '70 e '80, ma soltanto quello di omaggiare un genere utilizzando un linguaggio diverso; questo è un film sulla violazione e sulla perdita di controllo della civiltà rispetto all'orrore della giungla”.

Foto di Silvia Preziosi

Silvia Preziosi