Unknown - Senza Identità

24/02/2011

di Jaume Collet-Serra
con: Liam Neeson, Diane Kruger, January Jones, Frank Langella, Aidan Quinn, Bruno Ganz, Sebastian Koch, Michael Baral, Mido Hamada, Karl Markovics

«Chi è» Martin Harris? Ma anche «chi» è Martin Harris? Le domande, nelle loro diverse sfumature, sono inevitabili vedendo "Unknown - Senza identità". In questo thriller mai banale tutto può succedere e tutto succede. Sbaglierebbe chi, dopo il primo quarto d'ora, pensasse al solito scambio di identità e al solito complotto. Sbaglierebbe anche chi pensasse a un giallo-rosa, vedendo il protagonista (Liam Neeson) che si fa aiutare da una bella ragazza (Diane Kruger) con qualche problema. Tutte le ipotesi più logiche sono sbagliate. In una Berlino innevata, ripresa con colori che ben si intonano alla storia, assistiamo a inseguimenti, incidenti, morti, momenti violenti e colpi di scena.
Ma proviamo a fare un po' d'ordine, senza svelare troppo. Liam Neeson, il nostro protagonista, viene salvato a fatica da un incidente: è finito nel fiume con il taxi che lo portava a recuperare una valigetta dimenticata all'aeroporto. Lo salva la guidatrice del taxi (Diane Kruger), ma lui ha perso la memoria, salvo per qualche sprazzo di immagini: ricorda il suo nome, la moglie, il viaggio di nozze a Parigi. Cercherà di recuperare tutti i ricordi e partecipare al convegno sulle biotecnologie per cui è a Berlino con la moglie… E fermiamoci qui.
Alcune immagini che lui ricorda appaiono in soggettiva, recuperando così lo stile del libro da cui è tratto il film. Nel libro di Didier van Cauwelaert è infatti il protagonista a raccontare la sua storia. Il libro, vincitore del Premio Goncourt, è edito da Dalai, proprio in occasione dell'uscita del film.

Voto: 7

Valeria Prina

Dopo un incidente stradale a Berlino, il dottor Martin Harris (Liam Neeson) si risveglia dal coma per scoprire che la moglie (January Jones) non lo riconosce più ed un uomo si è impossessato della sua identità. Ignorato dalle autorità scettiche e perseguitato da misteriosi assassini, si ritrova disorientato, stanco e in fuga.
Da solo e in un paese straniero, Martin è costretto a chiedere aiuto ad una donna tutt’altro che affidabile (Diane Kruger), e si ritrova scaraventato in un’avventura infernale che lo porta a mettere in dubbio la sua sanità mentale e la sua identità, come pure a chiedersi quanto sia disposto ad affrontare pur di portare la verità alla luce.
Il regista Jaume Collet-Serra è un cinefilo dai gusti assai raffinati.
Ha visto, amato e probabilmente studiato a memoria tutta la filmografia di Alfred Hitchcock; ha passato le notti rivedendo Frantic e L’inquilino del terzo piano di Polanski; ha vivisezionato le scene d’azione della trilogia dell’agente Jason Bourne.
Jaume Collet-Serra è un cinefilo dai gusti assai raffinati, ma come regista vale assai meno.
Perché Unknown è un’accozzaglia di topoi narrativi logori e usurati, riproposti senza alcuna rielaborazione inventiva o la benché minima originalità; i richiami e i rimandi ai film sopra citati sono evidenti, forse fin troppo, ma più che un omaggio sembrano essere una mera ricalcatura.
Un copia e incolla da illustri predecessori e poco più. Senza contare il fatto che Jaume Collet-Serra non è né Hitchcock, né Polanski, né Paul Greengrass e quindi la sua messa in scena è spesso e volentieri grossolana, grezza e priva della giusta dinamicità.
La prima parte del film è eccessivamente macchinosa e l’alone di mistero che si vorrebbe creare finisce per diventare una cupissima nube di noia; nella seconda parte la storia si complica inutilmente, le soluzioni ad effetto sorpresa si moltiplicano e l’effetto è quello di un’accumulazione di colpi di scena, talmente eccessivi da risultare artificiosi.
E anche le scene d’azione sono talmente ipercaricate e parossistiche da destare il sospetto che voglia giocarsi la carta della parodia. In realtà questo film si prende incredibilmente sul serio e l’unico effetto che produce è quello del ridicolo involontario.
Una Berlino da cartolina e delle interpretazioni svogliate e piatte fanno da perfetto corredo a questa pellicola a dir poco fallimentare.

Voto: 4,5

Marco Valerio