Il Gioiellino

08/03/2011

di Andrea Molaioli
con: Toni Servillo, Remo Girone, Lino Guanciale

Dopo il successo di critica e pubblico ottenuto con il suo titolo d’esordio La ragazza del lago, in cui era protagonista un superbo Toni Servillo, è uscito venerdì 4 marzo il nuovo film dell’ottimo Andrea Molaioli.
In questa seconda opera, girata e scritta in maniera impeccabile, il regista Molaioli affronta di petto l’argomento estremamente ostico cinematograficamente della new economy ed il crack Parmalat di Callisto Tanzi, anche se il regista ha affermato con estrema chiarezza ed onestà intellettuale che la sua opera è liberamente tratta da quegli eventi, il film si ferma un istante prima che la vicenda entri nelle aule dei tribunali.
Molaioli ha concepito tutta la vicenda dall’ottica dei carnefici rendendoli umani ed addirittura per certi versi pure simpatici, durante il film si tifa per Callisto Tanzi anche se obbiettivamente era un poco di buono…
Il pregio del regista è l’aver realizzato un film dal punto di vista dei cattivi; il personaggio più positivo è un vigliacco che preferisce suicidarsi piuttosto che denunciare alle autorità i raggiri ed i loschi traffici del proprio padrone d’azienda.
Andrea Molaioli con Il gioiellino prosegue una grande tradizione del nostro cinema d’Autore con la A maiuscola, quello della denuncia sociale, ma senza rinunciare allo spettacolo secondo la grande lezione di Elio Petri e Francesco Rosi.
È  superfluo raccontare la trama del film per due essenziali motivi, primo perchè suppongo che tutti conoscano le vicende del crack Parmalat e secondo perché credo che un film debba esser visto non letto in un articolo di poche righe…
Il regista in varie occasioni ha dichiarato la sua intenzione di non voler fare un’opera documentaristica alla Michael Moore, bensì di voler raccontare cosa si cela dietro le quinte della new economy e le relative conseguenze a volte drammatiche se non tragiche.
Film imperdibile anche per la prova attoriale semplicemente eccellente di tutti gli interpreti, da Remo Girone all’attore feticcio di Molaioli,  Toni Servillo, che con i loro dialoghi estremamente suggestivi rendono l’opera ancor più meritoria, da Sarah Felberbaum a Lino Guanciale, i quali si candidano a divenire due volti importanti e talentuosi. del nostro cinema che verrà.
È  il caso di dire che il nuovo film di Andrea Molaioli è un piccolo “gioiellino” da non perdere.

Voto: 7

Ettore Calvello