Cose dell'altro mondo

19/09/2011

di Francesco Patierno
con: Diego Abatantuono, Valentina Lodovini, Valerio Mastandrea

Cose dell’altro mondo di Francesco Patierno è senza ombra di dubbio uno dei film più interessanti presentati nella sezione Controcampo italiano della 68° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Da sottolineare con forza l’alta qualità di tutte le opere presentate in questa sezione 
estremamente importante per il nostro cinema poiché è stata una vetrina per i nostri autori. Questa edizione è stata, quindi, un’ottima occasione per tastare il polso sullo stato di salute della nostra cinematografia e con estrema soddisfazione si può affermare che è molto buona e si prospetta un ottimo futuro, degna del nostro glorioso passato…
Questa nuova opera di Francesco Patierno è interpretata da uno straordinario Diego Abatantuono, da un sempre più bravo Valerio Mastandrea e da un’ottima Valentina Lodovini, la quale dà vita al personaggio più ambiguo e, per certi versi, il più complesso della sua carriera, in una commedia di costume agrodolce con una spruzzatina di fantasy che sorprende, dai ritmi assolutamente perfetti supportati da una regia briosa che riflette sull’Italia d’oggi e sul nostro rapporto con gli stranieri e sul non tanto strisciante razzismo che impera nel nostro BelPaese… Il regista immagina che un bel giorno in un’operosa e laboriosa provincia del Nordest tutte le attività s’immobilizzano perché tutti i lavoratori stranieri sono misteriosamente spariti dopo una notte di tempesta e la loro assenza sarà causa di un collasso produttivo, ma anche emotivo. Diego Abatantuono interpreta un industrialotto buontempone e razzista, proprietario di una piccola tv locale, che ogni giorno fra giri di parole ed iperboli mette in piedi un teatrino razzista di bassissimo livello oltre che di pessimo gusto; confesso che durante la proiezione ho pensato che un tempo questo stesso personaggio probabilmente sarebbe stato interpretato da Ugo Tognazzi di cui, a mio parere, Abatantuono è l’erede artistico.
Valerio Mastandrea interpreta ottimamente il ruolo di un poliziotto, che trovandosi nel Nordest in licenza per visitare la madre inferma, cerca di riallacciare i rapporti con la sua ex fidanzata, interpretata da Valentina Lodovini, la quale nel frattempo ha una nuova relazione proprio con un extracomunitario dal quale aspetta pure un figlio. Il personaggio di Mastandrea, indolente e per certi versi in crisi d’identità, con scarsissima voglia è costretto a indagare sul mistero di questa sparizione collettiva…
Se Abatantuono può essere l’erede di Tognazzi, Valerio Mastandrea potrebbe benissimo seguire le orme del grande ed indimenticabile Nino Manfredi. Valentina Lodovini interpreta il personaggio più ambiguo perché apparentemente sembra dalla parte degli stranieri, infatti dice di essere innamorata di uno di loro, ma in fondo in fondo è solo un atteggiamento provocatorio nei confronti di suo padre, il personaggio interpretato da Diego Abatantuono. Il nuovo film di Francesco Patierno è il ritorno del nostro cinema alla classica commedia all’italiana come si faceva negli anni d’oro all’epoca dei 
nostri quattro colonnelli della commedia Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi e Vittorio Gassman sotto la magistrale direzione di Dino Risi, Mario Monicelli e degli altri Maestri che hanno fatto grande il nostro Cinema in un’epoca straordinaria e per certi versi irripetibile anche perché, soprattutto, è cambiata la nostra società.. Divertimento non privo di seria riflessione, da non perdere.

Voto: 6,5

Ettore Calvello