Le 5 Leggende

28/11/2012

di Peter Ramsey
con: Chris Pine, Alec Badwin, Hugh Jackman, Isla Fisher, Jude Law

Un Babbo Natale con la lista dei bambini cattivi tatuata sull’ avambraccio, un coniglietto di pasqua esperto di arti marziali e armato di boomerang, una fatina dei denti dalla precisione militaresca e dall’animo gentile e Sandman, detto “Sandy”, l’omino dei sogni d’oro: sono questi i protagonisti dell’ultimo film di animazione  della Dreamworks, “Le 5 leggende”. Da secoli i bambini di tutto il mondo crescono ascoltando le leggende, scritte o raccontate, su ognuno di questi guardiani dell’infanzia, ma nessuno di loro poteva immaginare gli innumerevoli battibecchi fra Babbo Natale e il coniglio di pasqua, un palazzo-alveare in stile tailandese che contiene  i denti da latte di tutti i bambini e, con essi, tutti i ricordi più dolci dell’infanzia, oppure una schiera di yeti che costruiscono i giocattoli di Natale. Insomma, questi guardiani sembrano quasi la versione “riveduta e corretta” degli antichissimi protagonisti della mitologia per l’infanzia. Il loro compito è quello di proteggere l’innocenza, la meraviglia ed i sogni di cui solo i bambini, con la loro meravigliosa ingenuità, sono capaci, dalle  minacce del perfido Pitch, l’uomo nero, che, stanco di sentir ripetere che “l’uomo nero non esiste”, cerca di uscire alla luce, o, meglio, di trascinare nella sua malvagia oscurità la fama di cui, invece, godono i suoi antagonisti. Per fronteggiare Pitch, tuttavia, i quattro guardiani non bastano: ad unirsi a loro sarà Jack Frost, che, nell’arco della vicenda, si troverà ad interrogarsi sulla sua vera identità e sul perché L’uomo della luna abbia scelto proprio lui come quinto guardiano.
In un misto di comicità, ricercatezze tecniche e, soprattutto, tanta tenerezza, “Le cinque leggende” racconta in maniera delicata ed efficace quella che è la migliore dote dei bambini: la capacità di meravigliarsi ed entusiasmarsi davanti alla vita ed a quegli eventi che, in età adulta, si danno per scontati e si lasciano eclissare dietro alla patina della quotidianità e dell’abitudine. Godibilissimo in lingua originale grazie alle performance eccezionali di Alec Baldwin (Babbo Natale), che si cimenta a recitare in un perfetto accento russo, di Jude Law, che si presta ad interpretare un cattivo veramente malvagio ed affascinante, o, ancora, di Isla Fischer, una fatina che non riesce a star zitta o ferma un minuto (e, che in un certo senso, ricorda la simpatia della logorroica Rebecca Bloomswood di “I love Shopping”, ruolo per cui l’attrice è maggiormente conosciuta).
Ad essere curato non è solo il significato morale, che, da solo, rischierebbe di incorrere nella banalità e nella retorica; ogni dettaglio contribuisce a rendere “Le cinque leggende” uno dei migliori film prodotti dalla Dreamworks negli ultimi anni: dall’abilità nel combinare realismo e fantasia, all’uso –e , finalmente, non abuso!- del 3D.
Unica pecca: la traduzione del titolo italiano non rende. Il titolo originale “the Rise of the Guardians” (“La riscossa dei Guardiani”) è sicuramente meno cacofonico e, soprattutto, più significativo. Nel titolo originale i protagonisti non sono semplicemente delle leggende: non rimangono intrappolati in un mondo mitologico lontano e cristallizzato in uno stato di inerzia, ma si impegnano attivamente e realisticamente nella loro battaglia a favore dell’infanzia.

Articoli correlati: I Guardiani della Fantasia

Voto: 7,5

Chiara Di Ilio