Quello che so sull'amore

09/01/2013

di Gabriele Muccino
con: Gerard Butler, Jessica Biel, Uma Thurman, Catherine Zeta-Jones, Dennis Quaid, Judy Greer

Gabriele Muccino: o si odia o si ama. Il regista romano ha saputo fare della ridondanza il suo cavallo di battaglia: colonne sonore governate da archi incalzanti –fin quasi a diventare angoscianti-, patetismo imperante, sospiri, crisi di mezze età, personaggi che, se non sono isterici poco ci manca. Comunque, nonostante tutte le critiche che Muccino, ingiustamente o meno, ha ricevuto nel corso della sua carriera, non si può dire che gli manchi un proprio stile, ben caratterizzato e definito. Dopo un esordio silenzioso con “Come te nessuno mai”, passando poi per un successo italiano come “L’ultimo bacio”, fino ad approdare alla fama internazionale con “La ricerca della felicità”, il regista ha saputo creare un proprio modo –più o meno opinabile- di fare cinema.
Uno stile che, in “Quello che so sull’amore”, si è dovuto piegare alle esigenze di produzione di una Hollywood allo stesso tempo spietata ed idilliaca: la stessa Hollywood che, nel 2006, è stata teatro della stimolante collaborazione con Will Smith e che invece, oggi, ha preteso di conformare alle richieste di mercato l’ultimo film del regista romano fino a renderlo un polpettone informe ed insapore, un ibrido fra il dramma sospirato  del cinema “mucciniano” e la leggerezza (o superficialità?) delle commedie romantiche americane degli ultimi anni.
“Quello che so sull’amore” non è propriamente quello che si può definire un bel film e, probabilmente, se ne è accorto anche il povero Muccino, che, difatti, sta cercando di mandare avanti una politica difensiva e di mettere le mani avanti sulle critiche che il film potrebbe ricevere nei prossimi giorni, dopo l’uscita nelle sale del 10 gennaio. La colpa di tutto ciò, in questo caso, non è da imputare al solo regista. Intendiamoci, non è detto che, lasciando carta bianca a Muccino, il film sarebbe stato più piacevole, ma almeno avrebbe avuto un proprio stile. Discutibile, ma sempre un proprio stile. E invece, fra il monologo drammatico tagliato di  Uma Thurman, un finale dapprima aperto e poi chiuso bruscamente all’ultimo, l’imposizione di un genere ben definito e confezionato, “Quello che so sull’amore” ha guadagnato tutto ciò che di peggiore poteva ereditare dai due generi (la commedia romantica americana e la commedia drammatica mucciniana): il primato se lo contendono banalità, stucchevolezza e pateticità.
Uno dei pochi motivi per cui non perderlo al cinema: il cast stellare che annovera attori del calibro di Dennis Quaid, Catherine Zeta Jones, Jessica Biel, fino ad arrivare ad Uma Thurman, senz’altro la migliore interprete femminile, ed al protagonista Gerard Butler –conosciuto in Italia al pubblico maschile come il Leonida di “300” ed a quello femminile come Mike Chadway de “La dura verità”-. Non è certo questa la migliore delle loro interpretazioni, ma, visto il contesto, ci si accontenta.

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Voto: 5

Chiara Di Ilio