Re della Terra Selvaggia

07/02/2013

di Benh Zeitlin
con: Quvenzhané Wallis, Dwight Henry, Levy Easterly, Lowell Landes, Pamela Harper

Quando il primo lungometraggio di un ragazzo appena trentenne arriva dritto agli Oscar con quattro tra le più importanti candidature “Miglior Regia”, “Miglior Film”, “Migliore Sceneggiatura non Originale” e “Migliore Attrice Protagonista”, possiamo tranquillamente affermare di trovarci davanti al caso cinematografico dell’anno. Soprattutto se consideriamo che le nomination sono soltanto una parte degli ultimi riconoscimenti ottenuti da Re della Terra Selvaggia che è di gran lunga il film vincitore del maggior numero di premi nel 2012. L’ondata di premi infatti non accenna ad arrestarsi, l’ultimo - di appena qualche giorno fa – arriva dal SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani) ed è il premio “Film della Critica”.
Re della Terra Selvaggia è la storia di una comunità che vive nella Bathub (La Grande Vasca), la zona paludosa di un delta nel sud della Louisiana. Ma è anche una storia di coraggio e libertà in cui - nonostante l’arrivo imminente di un uragano e l’ordine di lasciare le proprie abitazioni- molti degli abitanti della Grande Vasca decidono di restare. Tra di loro c’è Hushpuppy, una bambina di sei anni che dopo essere stata abbandonata alla nascita dalla mamma, vive con il suo papà Wink, severo ma affettuoso, che sta cercando di preparare sua figlia a vivere in un mondo dove non ci sará piú lui a proteggerla. Re della Terra Selvaggia è un’opera magnifica e poetica dove la natura, con la sua immensità, diventa parte integrante di una comunità che per resistere e continuare a vivere ha bisogno soltanto della sua terra; dove una bambina che si diverte a sentire il battito del cuore dei suoi animali e sogna di ritrovare sua madre, improvvisamente diventa grande e forte, il vero Re della Grande Vasca.
Hushpuppy (Quvenzhané Wallis) - la più giovane attrice in assoluto ad essere candidata agli Oscar che si ritrova inoltre a sfidare la più anziana in assoluto, Emmanuelle Riva (Amour)- è una vera e propria eroina. Abbandonata dalla mamma non smette mai di parlarle e insieme al suo papà impara a crescere, a lottare, a procurarsi il cibo e a difendersi, senza però mai mettere da parte quell’innocenza o quella fantasia che soltanto un bambino riesce ad avere. E il merito del giovane regista Benh Zeitlin è proprio questo, aver avuto la capacità di realizzare un film vero e allo stesso tempo magico, lasciando all’impetuosità della natura e alla dolcezza della piccola Quvenzhané Wallis, il compito di raccontarlo. La voce fuori campo dell’attrice -che accompagna il film- sembra quasi una poesia o un canto, come se il regista volesse riprendere quella musicalità tipica delle terre della Louisiana, una parte dell’America forse troppo poco raccontata.

L'Incontro con il Regista

Voto: 8

Silvia Preziosi