Kiki - consegne a domicilio

22/04/2013

di Hayao Miyazaki
con: Animazione

Kiki è una giovane e un po' maldestra streghetta. Come tradizione impone, compiuti i tredici anni deve lasciare la sua famiglia e partire in groppa alla classica scopa, per fare un anno di noviziato lontano da casa. Giunta in una grande città, viene gentilmente ospitata, col suo simpatico gatto nero (e parlante) Jiji, da una coppia di fornai. La ragazzina cerca subito di rendersi indipendente, facendo rapide consegne a domicilio, svolazzando sulla sua scopa. Farà molti incontri importanti, tra cui il giovane sognatore Tonbo, appassionato di velivoli, e vivrà avventure che la renderanno più cosciente di sé.

A un anno di distanza Hayao Miyazaki, dopo il successo de Il mio vicino Totoro (1988), decise di trasformare in un lungometraggio la storia per l’infanzia scritta da Eiko Kadono, e così venne alla luce Kiki – consegne a domicilio. Kiki è il “mezzo” di cui il regista si avvale per parlare della gioventù e delle sue problematiche. Ad esempio, durante il suo percorso di formazione, la protagonista perde i propri poteri, ma non molla e alla fine coronerà i suoi sogni. Dunque, il talentuoso cineasta nipponico esorta i più giovani a fronteggiare le avversità e, specialmente, a credere in sé stessi e nelle proprie capacità, affrontando la vita con coraggio e ottimismo.
 
La storia è ambientata, come accade spesso in Miyazaki, in un contesto occidentale, più precisamente centro europeo. Ritroviamo, dunque, quella commistione di stili architettonici – a dire il vero un tantino confusionaria – tipica di alcune pellicole di questo autore, dove paesaggi e palazzi ricordano a tratti la Francia, mentre in altri casi l'Austria e persino le città della Svezia. Questa è anche una delle ragioni del successo del regista giapponese: scegliere dei non-luoghi, anche se spesso legati visivamente al Centro Europa di inizio 900, privandoli di una qualsivoglia matrice asiatica. Tutto ciò ha permesso a Miyazaki di diventare con estrema facilità un autore “internazionale”, appetibile dal pubblico occidentale.

Questa pellicola si rivela sin da subito formalmente meno evoluta di quelle firmate da questo autore negli ultimi anni, ciò si nota particolarmente nella poca armonia tra le sagome dei protagonisti e i fondali. Non è perciò il miglior lavoro di Miyazaki, ma dobbiamo pur sempre ricordarci che stiamo parlando di una opera che risale al 1989. Ciononostante, resta sicuramente un film interessante, a tratti toccante e delicato nel raccontare la presa di coscienza della giovane protagonista e i suoi vari stati d'animo.
È importante notare come in varie occasioni nelle storie di Miyazaki, la magia sia spesso un qualcosa di “normale” e presente nella vita di tutti giorni, specialmente in quella dei bambini: i veri eroi nella poetica di questo artista. Tuttavia, riteniamo che l'aspetto maggiormente rilevante in Kiki – consegne a domicilio si trovi nel messaggio di base della storia, visto che la protagonista è un chiaro simbolo della emancipazione femminile. Sarebbe a dire che gran parte della narrazione ruota intorno alle difficoltà quotidiane incontrate da una giovane per crearsi una propria indipendenza. In fondo, quello di Miyazaki è un riferimento colto, visto che nella storia occidentale le cosiddette streghe sovente altro non erano che donne emancipate ed erudite, le quali venivano perseguitate proprio per il loro non volersi conformare alla vita di sudditanza e ignoranza impostagli dalla società.

Un altro elemento da segnalare in questa pellicola è la sua buona rappresentazione della quotidianità, con il mostrare le varie attività che si ripetono giorno per giorno, anche se non di particolare rilievo. Certo, siamo ben lontani dal quasi perfetto mimetismo di quel capolavoro che è la serie animata di Rumiko Takahashi, Maison Ikkoku (1986 – 1988). Ciò malgrado, l'opera di Miyazaki può a buon ragione essere considerata una delle prime nel mondo della animazione ad aver almeno tentato di dare importanza al “vivere quotidiano”: all'ordinario, invece che allo straordinario. Una menzione finale meritano le musiche del grande compositore nipponico Joe Hisaishi, stretto collaboratore dello stesso Miyazaki.

Tirando le somme del discorso, Kiki – consegne a domicilio si presenta, e di ciò non possiamo che esserne felici, come una opera lontana anni luce dai lungometraggi animati tutti computer grafica e 3D che vanno tanto di moda oggi. Ancora una volta, Miyazaki si dimostra capace di parlare al cuore dello spettatore, raccontando favole prive di malizia e dai contenuti importanti.

Voto: 7

Riccardo Rosati