Vita di Adele

23/10/2013

di Abdellatif Kechiche
con: Léa Seydoux, Adèle Exarchopoulos, Salim Kechiouche, Aurélien Recoing, Catherine Salée, Jérémie Laheurte

Adele è studentessa in un liceo, ha quindici anni e una passione per la letteratura francese. Si invaghisce di Thomas, a cui si concede senza vero abbandono. A farla  innamorare è invece una ragazza di nome Emma che incontra per caso in un locale gay, dove si è recata con l'amico di sempre. Un cocktail e poi una panchina fanno nascere una storia d'amore libera e appassionata che farà crescere Adele traghettandola fuori dall'adolescenza verso l'età adulta.

Vincitore della Palma d'Oro al Festival di Cannes 2013, La vita di Adele del regista franco-tunisino Abdellatif Kechiche si presenta come una storia di formazione in quanto racconta da vicino emozioni, sentimenti e progetti di Adele, un'adolescente che impara a conoscere se stessa, i propri desideri e il mondo vivendo con disinibizione una intensa storia d'amore. Il film si apre con una sequenza che ci mostra Adele in classe mentre il suo insegnante legge un brano tratto dal romanzo La vita di Marianne dello scrittore francese del Seicento Marivuax, verso il quale Kechiche aveva già mostrato un vivo interesse nel film La schivata (2003) incentrato sulle prove per un allestimento, con attori adolescenti, del Gioco dell’amore e del caso dello scrittore francese.
Marivaux è noto per aver abilmente raccontato cosa accade quando un sentimento nasce, penetra e si afferma all'insaputa o contro la volontà del personaggio. Questo è in fondo quello che accade anche ad Adele, la quale finisce per innamorarsi suo malgrado di una ragazza a cui si concede con una carnalità che non è mai morbosa, ma libera e spregiudicata. Lo stile di Kechiche è contrassegnato da un frequente ricorso alla mobilità della macchina da presa, alla varietà dei piani della ripresa con intensi primi e primissimi piani sulle due protagoniste. L'abilità dell'autore nel dirigere gli attori, già osservata nei suoi film precedenti (La schivata, Cous cous, e Venere Nera) produce immagini di indiscutibile bellezza come in occasione della lunghissima scena dell'amplesso. Il film ha letteralmente stregato il presidente della giuria del festival di Cannes, Steven Spielberg, il quale ha affermato di aver avuto il privilegio di “assistere a una profonda e straziante storia d'amore”, infatti benché il film voglia essere il racconto di un amore omosessuale, tuttavia esso diventa l'emblema dell'amore tout-court in tutte le sue molteplici accezioni. Il regista franco-tunisino si conferma quindi anche con questa ultima pellicola come uno degli autori più ispirati del cinema francese.

Voto: 6,5

Annarita Curcio