Questione di tempo

28/10/2013

di Richard Curtis
con: Domhnall Gleeson, Rachel McAdams, Bill NIghy

Dopo aver scritto tenere e divertenti commedie che sono diventate quasi dei classici come Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill, Il diario di Bridget Jones e Love Actually, che ha segnato anche il suo debutto alla regia –al quale segue la direzione di I love Radio Rock - Richard Curtis torna con una nuova commedia d’amore, in cui non manca un pizzico di magia: Tim Lake (Domhnall Gleeson di Anna Karenina e Harry Potter e i doni della morte: parte 2), all’età di 21 anni, scopre dal padre (Bill Nighy di Love Actually e Marigold Hotel) che tutti gli uomini della sua famiglia hanno sempre avuto la capacità di viaggiare nel tempo. Tim potrà cambiare non tutta la storia, ma il suo passato, e decide di farlo intraprendendo l’avventura che a lui sembra la più degna di un potere del genere: trovare una ragazza. Tim, trasferitosi dalla Cornovaglia a Londra per un tirocinio da avvocato, conosce la bellissima Mary (Rachel McAdams di Mean Girls, Le pagine della nostra vita e La memoria del cuore), ma un successivo viaggio indietro nel tempo fa sì che lui non l’abbia mai incontrata. Cosi i due si rincontrano ogni volta per la prima volta finchè lui non conquista definitivamente il suo cuore. E mentre cresce, e vive con questa donna la sua “straordinaria ordinaria vita” , Tim si rende conto che il suo insolito dono non può risparmiargli i dolori, i problemi, le peripezie di ogni giorno, si rende conto che non tutto può essere cambiato e che nessuno può sottrarsi alle maggiori sofferenze.
Il film racconta di esperienze quotidiane, in cui Curtis riesce, come nei suoi altri film, a introdurre un senso dell’umorismo impeccabile: mentre guardi il film, vieni assalito da una voglia di ridere pari a quella di piangere. Curtis rende ogni esperienza straordinaria, il solito tran tran di tutti i giorni spettacolare. E quello che fa Tim è una sorta di percorso (spesso non rettilineo, anzi con moltissimi “passi indietro”) verso la scoperta della gioia della vita: non bisogna complicare le cose, apprezzare la normalità; ciò che conta sono gli affetti e l’amore. 
La storia, in realtà, è molto concreta : l’aspetto del viaggiare nel tempo non è un elemento di pura fantasia, ma è una sorta di sottile realismo magico che, invece di portarti fuori dalla storia, aggiunge elementi dal punto di vista emotivo. Il regista, infatti, ha voluto dare delle regole a Tim e al padre, riguardo i loro viaggi, così da rendere l’idea del film meno fantastica e più tenera, esattamente come si è poi rivelata. 
Gli attori rendono in maniera ineccepibile lo scopo del film: Bill Nighy ha il tipico umorismo della commedia romantica inglese, già visto in Love Actually; Domhnall Gleeson interpreta il classico ragazzo impacciato, caricato di responsabilità enormi ancora giovane, che comincia questo cammino verso la meta, verso il “vero motore” della vita, ovvero l’amore, ed è il classico personaggio che si ama fin da subito: quando Tim si innamora di Mary, lo spettatore vuole che lui ce la faccia; Rachel McAdams interpreta una ragazza acqua e sapone, con uno stile senza cliché, che ha bellezza, umorismo e intelligenza; Lindsay Duncan (l’altra Mary), interpreta la matriarca della famiglia, l’àncora della famiglia, una donna equilibrata, cha persegue le scelte che ha fatto, che non perde mai di vista ciò che conta nella sua vita, ovvero la famiglia. 
I personaggi di contorno ci sono e senza di loro comunque la storia non si reggerebbe: il coinquilino di Tim a Londra (Tom Hollander, il Mr Collins di Orgoglio e Pregiudizio), che ha la maschera dell’uomo cattivo e disgustoso, ma che in realtà ha un cuore meraviglioso, o Kit Kat (Lydia Wilson), la sorella di Tim, che immette il caos dove Tim cerca di avere un’esistenza ordinaria, prendendo una miriade di decisioni sbagliate.
L’umorismo mai volgare, e sempre inserito nel momento giusto, alternato a scene commoventi in un’armonia tenera e romantica; gli ambienti, tra il caos della metropolitana di Londra, i ristoranti al buio, e i paesaggi caratteristici, unici e accoglienti della Cornovaglia; una colonna sonora mai affidata al caso (tra cui spunta, in un momento piuttosto particolare, l’italiana Il Mondo di Jimmy Fontana), rendono il film un piccolo gioiello.

Voto: 7

Lavinia Torti