Edge of Tomorrow

29/05/2014

di Doug Liman
con: Tom Cruise, Emily Blunt, Bill Paxton, Brendan Gleeson, Jonas Armstrong, Tony Way

I Mimics, temibili esseri tentacolati dalla velocità prodigiosa, hanno conquistato tutta l'Europa, alla stregua delle divisioni della Wehrmacht durante la II Guerra Mondiale. Il Maggiore William Cage, brillante PR dell'esercito americano, viene accusato di diserzione dal Generale Brigham e spedito a combattere in prima linea. Il contrattacco organizzato dalla United Defense Force sulle coste della Francia si risolve però in un massacro, e il Maggiore trova la morte facendosi esplodere assieme a un Mimic. Contaminato dal sangue dell'alieno, Cage rimane intrappolato in un loop temporale,
condannato a rivivere all'infinito il giorno della battaglia fino a che non riuscirà a trovare una via d'uscita.
Tratto dal racconto "All You Need is Kill" (2004) di Hiroshi Sakurazaka, in seguito trasposto in un fortunato manga da Ryōsuke Takeuchi e Takeshi Obata, "Edge of Tomorrow" miscela elementi eterogenei, riuscendo ad amalgamarli con intelligenza inaspettata e una buona dose di arguzia. Da un lato troviamo l'esplicita attenzione per le dinamiche dei videogames, dichiarata dallo stesso Sakurazaka nella postfazione al suo racconto, dall'altro gli ovvi riferimenti a un piccolo classico come "Ricomincio da capo" (1993) di Harold Ramis. Il meccanismo era stato peraltro già sfruttato in ambito fantascientifico da Duncan Jones in "Source Code" (2011), dove il soldato Jake Gyllenhaal riviveva più volte gli stessi otto minuti, nel tentativo di risalire all'identità dei responsabili dell'attentato a un treno. "Edge of Tomorrow" ha un sottotesto meno "politico" di "Source Code", palesi aspirazioni da blockbuster, e utilizza come sfondo la più classica delle ambientazioni, quella di un'invasione aliena su vasta scala.
Il Giorno della Marmotta del novellino Tom Cruise è però ben lontano da quello di Bill Murray nell'amena cittadina di Punxsutawney, e assomiglia assai più al D-Day di "Salvate il Soldato Ryan". Durante l'operazione Overlord 2.0, infatti, il convulso carnaio in cui viene scaraventato (letteralmente) lo sprovveduto William Cage, a digiuno di addestramento militare e orfano di bellico fervore, rammenta molto da vicino lo sbarco degli Alleati in Normandia. L'esperto Doug Liman, il quale firma il suo film migliore dai tempi di "The Bourne Identity" (2002), si immerge nel caos della battaglia con la tempra di un Robert Capa e una macchina da presa mobilissima, almeno fino al primo Game-Over, quando Cage si fa saltare in aria con il suo nemico. Niente paura perchè, come ben sa ogni appassionato dell'universo videoludico, è sempre possibile ricominciare da capo, cercando di proseguire evitando gli errori commessi. Il richiamo ai videogames permette a "Edge of Tomorrow" di scantonare dalle stereotipate dinamiche dell'action-movie, le quali vengono scardinate da un implacabile meccanismo a orologeria, in cui ogni mossa corrisponde alla tessera di un puzzle.
La struttura, che potrebbe risultare fatalmente ripetitiva, è ravvivata sia da soluzioni alternative di regia e di montaggio, che da sferzate d'umorismo. Cage cerca di dissuadere i suoi superiori, avvertendoli del fallimento a cui è destinata l'operazione, ma tra una morte violenta e l'altra, si rende conto che la sua unica speranza risiede nell'allenarsi al combattimento e nel  cercare la complicità di Rita Vratasky, una sorta di Giovanna D'Arco in esoscheletro, simpaticamente ribattezzata "Full Metal Bitch". Rita ha infatti avuto la sua stessa esperienza, la quale si è bruscamente interrotta in seguito a una trasfusione di sangue.
A partire da questo momento, la brillante sceneggiatura di Christopher McQuarrie (I soliti sospetti) e Jez e John-Henry Butterworth si adagia su lidi assai più frequentati, con una convenzionale corsa contro il tempo per distruggere l'Omega, la mente aliena che controlla i Mimics, e porre fine all'invasione, salvo spiazzare lo spettatore con un'impennata conclusiva. L'eterno ritorno di William Cage è però graziato dall'ironia dei dialoghi, dalle buone prove di Tom Cruise ed Emily Blunt e dalla vigorosa regia di Doug Liman, che impregna questa ennesima guerra dei mondi di terragno realismo. Gli eccellenti effetti digitali di Nick Davis e la fotografia di Dion Beebe (Collateral) costituiscono il valore aggiunto per un blockbuster estivo decisamente superiore alla media.

Voto: 6,5

Nicola Picchi