Maps to the Stars

03/06/2014

di David Cronenberg
con: Julianne Moore, Mia Wasikowska, John Cusack, Robert Pattinson, Olivia Williams

Durante la proiezione è grande la tentazione di individuare le citazioni hollywoodiane sia tratte da film sia dalle biografie di stelle tormentate.
Viene da pensare a "Mammina cara" a "Sunset boulevard" o alle vite spericolate di Macaulay Culkin e River Phoenix, alle coppie madre figlia sul genere Tippi Hedren - Melanie Griffith. C'è di tutto un po', tutto il grottesco di Hollywood con una spolverata di Vicodin emblematica dipendenza del Dr. House, così siamo a posto anche con i fenomeni televisivi.
Il sospetto che "Maps to the Stars" voglia essere una favola nera con riferimenti affatto casuali c'è. Eppure questo è un film le cui scene e le cui intenzioni si ripropongono alla mente dello spettatore anche a distanza di giorni. La trama sembra quella di un thriller di serie B, di quelli che spesso la TV ci propina nei pomeriggi estivi, quando i palinsesti languono.
Havana Segrand (Julianne Moore) è un'attrice che vuole disperatamente il ruolo che fu di sua madre, la compianta Clarice Taggart morta in un incendio la notte di Natale, nel remake del film che l'aveva resa un personaggio di culto. Tuttavia è ossessionata dal suo fantasma che le appare giovane e bella e che le rinfaccia di essere troppo vecchia per quella parte. Il Dr. Weiss (John Cusack) è un noto terapista delle celebrities e a sua volta padre di un bambino prodigio – ma sì, Che fine ha fatto baby Jane? - il tredicenne Benjie che sta lavorando al sequel di "Cattiva baby sitter" (probabilmente uno di quei thriller di serie B di cui sopra) la moglie Christina si dedica alla carriera del figlio di cui è l'agente. Tutti vanno alla grande tra sesso, droga, denaro, belle case e rehab segreti. Un giorno però arriva in città Agatha (Wasikowska), una strana ragazza che indossa sempre lunghi guanti neri e che è sopravvissuta a un incendio, sul corpo ha i segni delle ustioni che però non le impediscono di esercitare un certo fascino sull'autista di limousine Jerome Fontana (Pattinson) in cerca di fortuna come autore e sulla disperata Havana di cui diventerà l'assistente personale dopo essere stata segnalata da Carrie Fisher (in un cameo) che aveva conosciuto su Twitter.
C'è da far girare la testa in questo delirio di collegamenti e intrecci in cui starebbe bene anche un pensierino al David Lynch di "Fuoco cammina con me".
Julianne Moore è immensa nelle sua diafana nudità ricoperta di efelidi e rende sinceramente drammatiche o leggere quelle che sono scene grottesche. 
Interessante ed evocativo, un film da ripensare e ripercorrere a mente fredda sulla metrica della poesia "Libertà" di Paul Elouard, vero totem di tutta la vicenda.

Voto: 7,5

Katia Ceccarelli