Anime Nere

24/09/2014

di Francesco Munzi
con: Marco Leonardi, Peppino Mazzotta, Fabrizio Ferracane, Barbora Bobulova, Giuseppe Fumo, Anna Ferruzzo, Aurora Quattrocchi

Un film italiano potente sulla criminalità organizzata che non scada nella  retorica è una rarità. 
Ispirato al romanzo omonimo di Gioacchino Criaco "Anime nere" è innanzitutto una storia potente calata nel contesto di dinamiche solo apparentemente abusate e forse spettacolarizzate; quelle della lotta fra clan.
Tra questi personaggi è possibile ritrovare Amleto o Re Lear nei loro aspetti più crudi e disperati, in quel paesaggio così aguzzo e arido potrebbe celarsi tutto il marcio della Danimarca come tutte le rocce alle quali era incatenato Prometeo.
Il film è girato a Africo, un paese della Locride che pare svuotato e dilaniato dagli artigli di un mostro, quel mostro fu un'alluvione negli anni '50 che costrinse gli abitanti a scendere verso il mare e creò occasione per una "ricostruzione" come solo in Italia è stato possibile.
Nel film ad Africo ci stanno bene le capre e i caprari e se si scende un po' si trovano una chiesa di cemento in mezzo a una piazza livida di calcestruzzo e le dimore mezze a mattoni e mezze a cemento; dentro però ci sono mobili e lampadari di pregio e di dubbio gusto come nei salotti buoni degli anni '60.
Luigi e Rocco (rispettivamente interpretati da Marco Leonardi e Peppino Mazzotta) sono due fratelli che vivono a Milano e da lì controllano e gestiscono i loro affari nel traffico di droga; Luigi con la mano pesante e la testa calda, Rocco con l'aplomb dell'uomo d'affari perfettamente integrato nei modi e nello stile della grande città con moglie (Bobulova) e figlia bionde.
"Là sutta" vive un altro fratello, il maggiore, Luciano (Fabrizio Ferracane) che vuole fare il pastore e l'agricoltore e nulla vuole spartire con i metodi e gli affari dei fratelli. Leo (Giuseppe Fumo) è suo figlio, un giovane che scalpita per trovare un suo posto nel mondo ed è affascinato dal potere e dal denaro degli zii mentre disprezza il padre che considera un imbelle. 
Su tutto aleggia l'ombra del nonno, un pastore ucciso su una strada di campagna quando Luciano, Luigi e Rocco erano solo bambini.
Le tensioni e le premesse per una grande tragedia ci sono e non mancano i volti "greci" delle donne di famiglia che, come le troiane di Euripide, sono destinate a perdere tutto anche se rivestite di ori dai loro uomini.
Attori tutti molto capaci che non calcano sullo stereotipo di una pronuncia sguaiata o caricaturale. Bravo Mazzotta, sempre molto elegante anche in questo ruolo agli antipodi dell'ispettore Fazio nella fiction televisiva "Il commissario Montalbano".

Voto: 8

Katia Ceccarelli