Vizio di Forma

25/01/2015

di Paul Thomas Anderson
con: Joaquin Phoenix, Josh Broslin, Benicio Del Toro, Owen Wilson, Katherine Waterston, Reese Witherspoon e Martin Short


California, fine anni ‘60. Larry “Doc” Sportello (Joaquin Phoenix) è un investigatore privato molto alternativo, con i capelli lunghi e i sandali ai piedi, un vero hippy con la passione per la spiaggia ed il surf, che trascorre le giornate facendo uso di droghe di ogni genere. La visita inaspettata della sua ex compagna Shasta (Katherine Waterston) lo spinge ad investigare su un caso assurdo: la ragazza gli rivela infatti l’esistenza di un complotto per rapire il suo amante, un noto costruttore miliardario. Gli intrighi che ne conseguiranno e una serie illimitata di personaggi assurdi e allo stesso tempo straordinari che entreranno uno dopo l’altro a far parte della storia, porteranno Doc Sportello sull’orlo della pazzia.
A distanza di due anni da The Master, Paul Thomas Anderson torna dietro la macchina da presa dirigendo ancora una volta uno straordinario Joaquin Phoenix, perfetto nei panni di questo bizzarro e affascinante investigatore privato, sullo sfondo di una meravigliosa e psichedelica California. Sono gli anni degli hippy, dei surfisti, di chi “sogna la California”, del sesso, droga e rock ‘n’ roll, ma sono anche quelli della strage di Charles Manson, delle guerre in Vietnam e in Cambogia, dell’eroina e dei centri di recupero, di Richard Nixon e degli scontri con la polizia e Anderson non lascia nulla al caso. Senza soffermarsi troppo su questi argomenti, li mette in mostra con intelligenza, ironia, spirito critico e un tocco di genialità.
Tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Pynchon, Vizio di Forma è il primo vero adattamento cinematografico dei leggendari lavori dello scrittore, lavori che non sono assolutamente facili da portare sul grande schermo. Paul Thomas Anderson lo ha fatto con ottimi risultati, riuscendo a districarsi con attenzione in un intreccio complicato, dove ogni personaggio anche se non protagonista diventa improvvisamente importante per completare l’indagine di Doc Sportello, piena di tasselli mancanti. Un giallo che si mescola al noir e viceversa, una storia avvolta dalla nebbia e dalle luci al neon della controcultura americana, che ci viene mostrata con tutte le sue contraddizioni. Proprio come Pynchon nel romanzo, anche Anderson costruisce il film inserendo continuamente personaggi, senza un ordine preciso, procedendo non tanto verso la comprensione perfetta della trama, quanto verso il caos; cioè che più gli interessa infatti non è tanto la soluzione del caso, quanto ricreare quelle atmosfere tipiche della California degli anni ’60-’70 e lo fa inserendo più dettagli possibili, portando comunque lo spettatore ad una conclusione del caso e servendosi dell’ottima fotografia di Robert Elswitt. In tutto questo brilla su tutti Joaquin Phoenix, protagonista assoluto del film, ma accanto a lui altrettanto straordinari sono Josh Broslin, Benicio Del Toro, Owen Wilson, Katherine Waterston, Reese Witherspoon e Martin Short. E per finire, la ciliegina sulla torta è la splendida colonna sonora composta da Jonny Greenwood chitarrista dei Radiohead (che aveva collaborato con P.T. Anderson anche per The Master e Il petroliere) e da alcuni brani di Neil Young, Chuck Jackson e dei Can che ovviamente rispecchiano la musica di quegli anni.

L'incontro con Joaquin Phoenix e Paul Thomas Anderson

Voto: 8

Silvia Preziosi