Maraviglioso Boccaccio

23/02/2015

di Paolo e Vittorio Taviani
con: Kim Rossi Stuart, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Jasmine Trinca, Vittoria Puccini, Michele Riondino, Carolina Crescentini, Flavio Parenti, Lello Arena, Paola Cortellesi, Josafat Vagni

 

In una Firenze trecentesca straziata dalla peste dieci giovani, sette ragazze e tre ragazzi, decidono di sfuggire alla morte ed alla disperazione per gridare un corale sì alla vita rifugiandosi nell’incontaminata campagna toscana. A tre anni dal vincitore dell’orso d’oro al festival di Berlino 2012 “Cesare deve morire”, “Maraviglioso Boccaccio” segna il ritorno al cinema dei fratelli Taviani.
Nonostante la ripresa di uno degli autori cardine della letteratura italiana, il film è un’opera assolutamente moderna e, come dichiarato dagli stessi registi, è “figlio dei nostri giorni”. “Un’opera letteraria può offrire al cinema le sue storie. Noi consideriamo le opere a cui ci ispiriamo dei soggetti per parlare di noi.” E così Boccaccio ha prestato ai fratelli Taviani le sue novelle e la sua inesauribile ricchezza inventiva per portare sugli schermi il dramma di un’epoca antica che riflette la crisi e le incertezze attuali.
Inevitabile è il confronto con la versione cinematografica più famosa del Decameron, quella di Pasolini.  L’opera è la stessa, la chiave di lettura diametralmente opposta. Ciascuno dei due film è figlio del proprio tempo. Pasolini vuole combattere la moralità imperante in Italia negli anni ’70 elevando ad arte il sesso e celebra la vita attraverso i corpi nudi, imperfetti ma veri, di attori di strada.  È l’amore, invece, il filo conduttore che unifica i cinque racconti portati in scena da Paolo e Vittorio Taviani.
“Maraviglioso Boccaccio” è un film costruito sui contrasti. Per la prima volta in una rappresentazione cinematografica del Decameron, viene riportata in scena una straordinaria e toccante rappresentazione della peste, dal sapore quasi manzoniano, in una serie di immagini che si distaccano totalmente dalla voglia di vivere dei dieci novellanti. Il tema del contrasto continua per tutto il film grazie  all’espediente narrativo delle novelle alternate: la prima, la terza e la quinta novella sono rappresentazioni drammatiche meravigliosamente bilanciate dal brio e la leggerezza della seconda e della quarta novella. Questa alternanza di vita e morte, dramma e comicità viene ulteriormente rafforzata dalla scelta della musica che, come in tutti i film dei Taviani, ha un ruolo preponderante. La coesistenza di una dimensione quotidiana ed una fantastica che si avvicendano viene sublimata dallo scontro tra “asprezze acustiche e ondate melodiche”, come dichiarato dallo stesso Paolo Taviani.
Splendidi gli interpreti delle novelle. Spicca fra tutti Kim Rossi Stuart, che riesce perfettamente in un ruolo che decisamente non gli si addirebbe, quello del brutto grottesco e sciocco. Sempre per continuare il tema del contrasto, decisamente meno brillanti , anzi piuttosto artefatti, appaiono i dieci giovani novellanti.
Ciò che rende ancora più riuscita questa bella rivisitazione del Decameron è la scelta degli ambienti, che amalgamano insieme natura e arte, due elementi tipici del patrimonio naturale-artistico italiano. “Questo film è un omaggio alla nostra terra, la Toscana. Eravamo convinti di conoscerla ma in realtà ci siamo ricreduti guardandola in una luce diversa attraverso la macchina da presa. Nella maggior parte dei casi le vicende umane e la natura contrastano fra loro. La Toscana, però, rappresenta un’eccezione: ci sembra che qui natura e storia si siano incontrate.”

L'Incontro con i registi

Voto: 7,5

Chiara Di Ilio