Il Sapore del successo

22/11/2015

di John Wells
con: Bradley Cooper, Sienna Miller, Daniel Brühl, Riccardo Scamarcio, Omar Sy, Emma Thompson, Uma Thurman

È ufficiale, questo sarà ricordato come il decennio dell’invasione del mondo gastronomico in quello dei media. Si è iniziato con la televisione, pochi minuti di ricette che però catalizzavano l’attenzione di milioni di casalinghe. Poi si è continuato con i libri, fino a ritornare sul piccolo schermo con sedicenti reality-talent show guidati da cuochi dotati di una bravura smisurata, grande quanto la loro arroganza. Da quest’ultimo filone prende corpo il film di John Wells, che vuole mostrare al pubblico lo stesso stile di chef burbero e geniale, costretto però ad affrontare una vita sociale fragile, piena di rimpianti ed occasioni perdute.
La narrazione si snoda senza troppi ostacoli, a sottolineare come l’attenzione data all’impiattamento del prodotto sia fondamentale nel mondo cinematografico d’oggi; una vicenda strutturata in maniera classica, un uomo (Adam Jones) in cerca di redenzione torna nel paese dove ha lasciato amori ed amicizie per ricominciare da dove aveva lasciato: la corsa verso la terza stella Michelin. Ma questa impresa, anche a causa dei suoi passati errori, risulterà più complessa del previsto, in un escalation di stress fisico e mentale. Un colpo di scena ben assestato a confezionare il tutto, senza però stravolgere le intenzioni, al fine di regalare un senso di benessere finale allo spettatore.
Interessante come il regista, insieme allo sceneggiatore Steven Knight, abbia deciso di rendere tutti gli aspetti del mestiere, non tralasciando il minimo taglio o scottatura, restituendo tutta la fatica emotiva che deriva nel lavorare in quello che aspira a diventare uno dei migliori ristoranti del mondo. D’altronde il capocuoco è un po’ come un direttore d’orchestra, che deve badare affinché il risultato della sua opera d’arte sia sempre perfetta, in ogni sua sfumatura e ripetizione. Anche la resa dei piatti è realistica, per lo meno nella presentazione visiva (non potendo - purtroppo - giudicare altrimenti). Stona però la resa del personaggio principale, impersonato da un Bradley Cooper non al massimo delle sue possibilità, troppo caricaturale nelle manifestazioni di rabbia. Anche se si sa, gli chef oramai sono considerati alla pari dei divi del cinema, e di conseguenza questi si comportano come tali. Adam Jones impersona proprio questa nuova tipologia di cuoco, il tiranno del ristorante che comanda chiunque, capace di creare un clima di terrore all’interno della cucina. Non a caso per collaborare in questo film è stato chiamato uno dei massimi esponenti di programmi culinari in tv, Marcus Wareing, chef stellato e presentatore del tanto popolare programma Master Chef in Inghilterra.
Purtroppo però la solfa è stata sentita molte volte, sapori già provati che oramai non stupiscono più. Le grandi produzioni cavalcano l’onda dei successi già consolidati, format che sulla carta garantiscono un pubblico già esistente. “Il sapore del successo” è una pellicola onesta, ma poco originale; non basta la presenza di così tante star per risollevare le sorti del film, che alla fine della proiezione è in grado di lasciare ben poco allo spettatore, se non un grande appetito.

Voto: 5

Luca Massimo Garavaglia