Regression

11/12/2015

di Alejandro AmenÓbar
con: Ethan Hawke, Emma Watson, David Thewlis, Lothaire Bluteau

La regressione e la continua battaglia tra realtà e suggestione sono i cardini su cui ruota il nuovo thriller di  Alejandro Amenàbar, che in qualche modo stupisce senza però raggiungere a pieno il suo scopo.
Negli Stati Uniti dei primi anni '90 sono sempre più frequenti le indagini della polizia su presunti casi di brutali riti satanici che, complici i media a cui Amenàbar porge una critica apparentemente celata ma tuttavia relativamente esplicita, causano la diffusione del terrore tra la popolazione. Sarà teatro delle vicende il Minnesota, stato in cui il detective Bruce Kenner (Ethan Hawke) si ritroverà ad investigare il caso di Angela Gray (Emma Watson), vittima di abusi sessuali da parte del padre,il quale però non ha ricordi dell'avvenimento. Da qui, come da titolo, Kenner e lo psicologo Kenneth Raines (David Thewlis) iniziano a studiare il caso attraverso l'ipnosi regressiva, metodologia che sarebbe in grado di ripristinare durante la trance i ricordi rimossi. Questa è in breve la sintesi di ciò che racconta l'ultima pellicola del regista spagnolo,reduce del modesto Agora (2009),che però offre un intreccio capace di infittirsi sempre di più, a volte quasi diramandosi, durante tutto il corso del film;la trama in se' non è sicuramente l'elemento di innovazione del film, nonostante la sua gestione riesca a rimanere abbastanza coerente concludendosi con un ottimo finale che, nonostante possa lasciare l'amaro in bocca, riesce a dare un senso di realismo e solidità che, durante certe fasi,sembrava perdersi. Il comparto tecnico risulta quantomeno ben studiato: basandosi su una regia appropriata e su una fotografia che forse poteva offrire di più se utilizzata in maniera più dark, è il montaggio che si distingue, in particolar modo in determinate scene dove riesce relativamente bene nell'accumulare suspense nello spettatore. È notevole inoltre l'interpretazione dell'ormai consolidato talento Ethan Hawke, il quale ha recentemente ricevuto numerosi apprezzamenti per il suo ruolo in Boyhood, mentre convince meno Emma Watson, il cui personaggio non sembra studiato a sufficienza, causando un senso di leggera incompletezza per quanto riguarda alcuni aspetti della storia.
Regression si presenta quindi come un thriller a suo modo atipico, che non si focalizza eccessivamente sul comparto thrilling ma studia a fondo la psicologia del suo protagonista, comportando spesso dei capovolgimenti di trama che confondono lo spettatore, a volte forse in maniera eccessiva.

Voto: 7,5

Giovanni Favaretto