Il curioso caso di Benjamin Button

12/02/2009

di David Fincher
con: Brad Pitt, Cate Blanchett, Tilda Swinton

Nelle sale dal 13 febbraio, “Il curioso caso di Benjamin Button” ci accompagna per mano nella straordinaria vita del protagonista (Brad Pitt) che,  nato alla fine della prima guerra mondiale, seppur in fasce ha già la salute di un novantenne. Ma col passare del tempo Benjamin diventa sempre più giovane ed è costretto a poco a poco a “subire” la normalità circostante, dove invece le persone intorno a lui invecchiano e si allontanano. Questo ad esempio accadrà con Daisy (Cate Blanchett), la bella trentenne di cui lui s’innamora. Le loro vite, infatti, si sfioreranno, potendosi concedere di vivere assieme solo i pochi momenti in cui le loro età saranno compatibili perché, a differenza della vita al contrario di Benjamin, la ragazza diventerà sempre più vecchia. La pellicola è tratta dal breve racconto di F. Scott Fitzgerald del 1922 e per la prima volta è stato adattato al grande schermo; a cimentarsi nella riuscita impresa il regista statunitense David Fincher, che ha scelto di narrare questa storia con un espediente classico: attraverso le memorie di un diario letto alla protagonista ormai anziana e in punto di morte alla figlia in un ospedale di New Orleans. I ricordi della donna sono riproposti con malinconici scorci della città nel passato e con un predominante effetto seppia, ma le emozioni autentiche faticano ad emergere ed a coinvolgere il pubblico in sala, forse per l’estrema lentezza di alcune sequenze. La frase chiave della storia,  "Non sai mai cosa c'è in serbo per te", quella che Benjamin ripete spesso alla madre adottiva, vuole spingere i presenti a riflettere sulla possibilità di sfruttare al massimo la propria vita. Dopo la rinuncia persino di Steven Spielberg a realizzare il film, sei anni fa lo sceneggiatore di “Forrest Gump”, Eric Roth, è riuscito a scriverne un adattamento, partendo dalla Prima guerra mondiale, tralasciando la parte del racconto sulla Guerra di secessione. “Era finalmente possibile girarlo - racconta Roth - perché con la tecnologia digitale si poteva fare ormai quasi tutto. Siamo stati costretti a sperimentare, a volte sbagliando, durante un periodo di preparazione che non sembrava dover mai finire, ma possiamo essere fieri del risultato”. Infatti Brad Pitt subisce i cambiamenti grazie al motion capture con un esercizio di sovrimpressioni, mentre alla Blanchett è bastato essere progressivamente invecchiata dal trucco.

Voto: 6,5

Barbara Maura