Generazione Mille Euro

23/04/2009

di Massimo Venier
con: Alessandro Tiberi, Francesco Mandelli, Francesco Brandi, Valentina Ludovini, Carolina Crescentini, Francesca Inaudi, Paolo Villaggio

L’amicizia è un valore molto importante per i giovani. Lo ribadisce Generazione 1000 euro, un titolo che sintetizza un problema del momento: una generazione che vive con pochi soldi, precaria, la prima generazione più povera dei propri genitori.
Nel film i protagonisti sono tutt’altro che «bamboccioni». Anzi, sembrano tutti orfani: niente genitori, mai nominati, mai nemmeno una telefonata. A parte questa sradicazione, sicuramente una pecca, perché costituisce un tocco non realista, per il resto il film riesce a dipingere una situazione reale. Con il protagonista, precario, ma superlaureato e con master, esperto matematico, con «caos» sentimentale, amici con cui divide un appartamento di ringhiera a Milano e con cui è legatissimo. Ha un collega di lavoro che non vuole calpestare – non lo calpesterà, anzi – e lavora (precario, appunto) in una azienda in ristrutturazione. Si occupa del marketing. Che odia. E la sua vita potrebbe cambiare: sarebbe sufficiente che gli crescesse un po’ di «pelo sullo stomaco». Succederà?
Nel film troviamo un cast di giovani attori: Alessandro Tiberi, che lo definisce un film «che parla soprattutto di rapporti umani», Francesco Mandelli, Francesco Brandi e – qui le donne appaiono quelle più forti e più decise - Valentina Ludovini, Carolina Crescentini, Francesca Inaudi. La regia è di Massimo Venier, anche cosceneggiatore, che ha scelto un tono da commedia: oltre a riflettere si ride infatti molto e mai per volgarità. Il film è ambientato in una Milano molto riconoscibile e a Barcellona per alcune scene.
Tre canzoni di Malika fanno da colonna sonora: «Noi venticinquenni – commenta – siamo messi ancora peggio: al massimo possiamo sperare di fare gli stagisti a vita».

Voto: 6,5

Valeria Prina

Il nuovo film di Massimo Venier, che ricordiamo per aver lanciato nel cinema il trio comico di Aldo, Giovanni e Giacomo, è una commedia con complicazioni sentimentali; più precisamente si può definire una commedia sul precariato dei giovani d’oggi sia dal punto di vista lavorativo che sentimentale.
Il regista milanese descrive molto bene il disagio dei giovani in questa società che corre troppo e non lascia molto tempo ai sentimenti.
La trama è relativamente semplice e lineare; Matteo è un neolaureato, trentenne, dotato di un grande talento matematico, desideroso di realizzare i suoi sogni professionali,  e non rassegnato a sopravvivere a stento, dividendo la casa con un amico maniaco di videogames.
La situazione di Matteo peggiora quando la sua fidanzata, avendo bisogno d’una pausa di riflessione, lo molla. Anche nel lavoro le cose non vanno meglio ed il giovane teme seriamente di perderlo. 
Ma il Destino è in agguato sotto forma di una nuova ed affascinante coinquilina, Beatrice, e della bella Angelica, che è anche direttore del marketing nell'ufficio in cui lavora Matteo. Entrambe sono presenze destabilizzanti per il povero Matteo e daranno il via ad una serie di eventi e cambiamenti che l’obbligheranno a fare delle scelte di vita importanti e per certi versi definitive…Cosa sceglierà il povero Matteo?
In definitiva credo che questa commedia, tutto sommato fresca,  non sia del tutto riuscita poiché non ha grandi colpi di scena che spiazzino lo spettatore, cosa che nel cinema è assolutamente essenziale; se questo film fosse stato girato negli anni ’70 probabilmente sarebbe stato più duro e graffiante secondo la grande lezione dei Monicelli, Risi e Germi, invece il limite dell’opera di Massimo Venier è  proprio la mancanza del coraggio di andare fino in fondo nella denuncia, preferendo alleggerire e smorzare i toni verso un happy end tutto sommato prevedibile, invece sarebbe stata più efficace  una zampata di sano cattivo e vecchio caro cinismo che nella Commedia all’Italiana è geneticamente strutturale.
Ben diretto ed affiatato tutto il cast formato dai protagonisti Alessandro Tiberi che è stato uno dei protagonisti della serie televisiva Quo vadis, baby?, Carolina Crescentini, Valentina Lodovini, Francesco Mandelli, un Paolo Villaggio in forma smagliante nel ruolo del carismatico docente universitario di matematica sul viale del tramonto, una bellissima  Francesca Inaudi, Steffan Boje, Francesco Brandi e con la partecipazione di Roberto Citran in un brevissimo quanto divertente ruolo cameo.
Un film, tutto sommato, interessante e divertente.

Voto: 6,5

Ettore Calvello