Settimo Cielo

17/06/2009

di Andreas Dresen
con: Ursula Werner, Horst Rehberg, Horst Westphal

Per i tedeschi e gli inglesi evidentemente la felicità è sulla nuvola numero 9 piuttosto che al settimo piano di un non meglio identificato cielo come per noi italiani.
Il senso ad ogni modo è lo stesso: l'immensa gioia per qualcosa di inaspettato.
Inge è una signora ultrasessantenne sovrappeso ma energica e piena di vita che si divide tra il coro, un lavoretto da sarta in casa e il compagno Werner con il quale è insieme da trent'anni.
L'inizio del film ci porta già al nocciolo della vicenda come accade per i racconti che -a differenza dei romanzi - cominciano senza obbligo di lunghe premesse.
Così seguiamo Inge sull'autobus e sulla scala di un palazzo.
Porta con sé un sacchetto con un lavoro da riconsegnare a un cliente.
Questi è un signore che ha superato i settant'anni ma ha un aspetto pulito e ordinato, come uno dei tanti "umarel" che vediamo ogni giorno in fila dal medico o al supermercato.
L'uomo - che scopriamo chiamarsi Karl - si prova i pantaloni appena aggiustati da Inge che lo guarda con sfrontatezza. I due si capiscono al volo e fanno l'amore sul divano.
Ha inizio così la doppia vita di Inge, divisa tra un marito e un amante.
Considerando che nessuno dei due si risparmia in fatto di sesso ci si chiede cosa abbia spinto l'attempata "fedifraga" a tradire Werner, amorevole e attento con lei e con sua figlia Petra che ha cresciuto come fosse il vero padre.
La questione è molto semplice: Inge si è innamorata di Karl con la stessa irrazionalità e lo stesso impeto di un'adolescente. Non importa che abbia una certa età, lei sente di dover essere onesta con Werner né più né meno che se avesse 30 o 40 anni.
Si propongono dinamiche in linea con ogni storia d'amore in cui la donna quando cerca un altro lo fa sulla base di un sentimento o perché la relazione stabile è diventata stantia, abitudinaria.
Tutto ciò potrebbe sembrare banale e noioso se i protagonisti fossero dei quarantenni, il fatto che queste passioni e ansie vengano vissute da persone della "terza età" rende il film una vera rarità.
Bravissimi gli attori (tutti provenienti dal teatro pare) disinvolti e naturali nelle loro imperfette - per fortuna - nudità. Un film che dal settimo cielo ci riporta coi piedi per terra con buona pace della chirurgia estetica che qui proprio non serve.

Voto: 8

Katia Ceccarelli