Coraline e la porta magica

18/06/2009

di Henry Selick
con: Animazione

La sigla 3D sta diventando particolarmente popolare anche presso il grosso pubblico. Con Coraline e la porta magica siamo al primo film d’animazione stop motion concepito e realizzato in 3D. Come dire, due tecniche storiche – perché se il primo corto stop motion è del 1898 anche il 3D è stato usato in passato – che si incontrano, rinnovate, per dei risultati straordinari. Non solo gli oggetti sembrano venire incontro allo spettatore, come già si è visto in altri film – non perdete le immagini con i titoli di coda, davvero notevoli sotto questo aspetto – ma è lo stesso spettatore che sembra entrare nell’azione.
Tutto questo discorso tecnico è fondamentale in questo film, perché qui il 3D sembra particolarmente funzionale alla storia e rappresenta sicuramente una molla ad andare a vedere il film al cinema piuttosto che piratato con immagini piatte.
Coraline e la porta magica porta sulla scena una delle fantasie dei bambini, con giocattoli e oggetti inanimati che prendono una vita propria, come spesso i bambini si immaginano. E poi ci sono i due mondi, un aspetto, oltre che corrispondente alla fantasia dei bambini, anche molto attuale, basta pensare al successo di qualche anno fa di Second life. Qui c’è anche una porticina che si apre su un muro, solo apparentemente non attraversabile e anche questa può essere una fantasia infantile. Il risultato sono immagini sicuramente affascinanti per un pubblico adulto, che illustrano una storia pensata per dei bambini. Però c’è il fascino delle tre dimensioni al cinema. Ma ci sono anche le considerazioni moraleggianti: non è tutto oro ciò che luccica e bisogna cercare di vivere al meglio ciò che si ha. L’importante è non lasciarsi tappare gli occhi (ovvero, non accettare di sostituire gli occhi con i bottoni).
Il regista, Henry Selick, è quello di Nightmare before Christmas, insuperabile film in stop motion.

Voto: 6,5

Valeria Prina