La custode di mia sorella

03/09/2009

di Nick Cassavetes
con: Cameron Diaz, Abigail Breslin, Alec Baldwin, Jason Patric, Sofia Vassilieva, Joan Cusack


Kleenex in abbondanza, ma anche riflessioni su temi attuali: La custode di mia sorella li esige.
Come se fosse un diario, il film ci fa vivere i diversi punti di vista su temi di cui molto si è discusso negli ultimi tempi: diritto alla vita, ma anche alla morte e accanimento terapeutico. E suscita in chi guarda alcune domande: è lecito programmare un figlio perché possa aiutare a salvare la sorella? Che cosa soffre, sia da un punto di vista psicologico che fisico, chi deve subire continui interventi e prelievi per poter salvare una sorella? E’ lecito mettere in pericolo la sua vita, prendendo al suo posto delle decisioni?
Il film si apre proprio con le parole di Anna, undicenne, ormai consapevole di essere stata programmata per venire al mondo per salvare la sorella, colpita da leucemia mieloide e fin da piccola fornirle cordone ombelicale, midollo osseo, fino a un rene, che potrà pregiudicarle una vita futura felice. A questo punto lei si rivolge a un famoso avvocato per riprendersi i diritti sul suo corpo. Che cosa sta alle spalle di questa scelta compiuta da una ragazzina così giovane? Scoprirlo darà una ulteriore svolta al film.
Oltre a farci cogliere i diversi punti di vista dei protagonisti, il film ci mostra anche dei personaggi collaterali che, pur apparentemente felici, vivono momenti dolorosi: un ulteriore modo per invogliarci a non fermarsi alla superficie delle cose.
Il voto finale tiene appunto conto della capacità del film di indurre a riflettere e stimolare proficue discussioni.
Il film è stato girato in location reali, a Los Angeles, sulle spiagge di Malibu e Santa Monica.

Voto: 7

Valeria Prina