Chéri

13/09/2009

di Stephen Frears
con: Michelle Pfeiffer, Kathy Bates, Rupert Friend

Questa recensione potrebbe essere inclusa anche nella rubrica "dal libro al film" si tratta infatti di una trasposizione cinematografica del noto romanzo scandalo di Colette del 1920. Una storia che fece scalpore all'epoca anche perché parzialmente autobiografica, la scrittrice infatti aveva un amante molto più giovane di lei che le ispirò appunto la vicenda di Chéri. L'intreccio in sé è semplice: Lea è una ex- cortigiana, ovvero una prostituta d'alto bordo che si ritira in privato ricca, ricchissima e ancora molto bella. Una sua ex-collega, Madame Peloux interpretata dalla Bates, preoccupata per le uscite notturne e le compagnie pericolose che frequenta il figlio ventenne Fred (Chèri) decide in maniera molto pragmatica di affidarlo alle cure amorevoli dell'amica Lea.
Lea infatti oltre ad occuparsi dell'educazione "sentimentale" del ragazzo lo tiene lontano dai pericoli del mondo esterno: alcol, droghe, malattie veneree, in più paga i suoi conti con grande soddisfazione di Madame Peloux la quale si occupa invece di trovare una sposa adeguata per il figlio.
Dopo sei anni di intensa relazione tra Lea e Cherì, giunge il momento del distacco; il giovane sposerà una ragazza fresca di collegio, anch'ella figlia di una "cortigiana" ma al contrario di sua madre del tutto innocente.
Quello che doveva essere un passaggio ineluttabile e la fine annunciata di un rapporto a scadenza diventa a poco a poco un dramma: per Chéri che si sente perso senza la sua guida e per Lea che vede fuggire via l'ultima sua occasione di vivere un amore. Rispetto al romanzo, il film di Frears ineccepibile per la sua eleganza e la bellezza trionfale degli ambienti e dei costumi, lascia scivolare via - forse volutamente - quello che nel testo di Colette era una cifra ben definita: il cinismo della giovinezza, l'egocentrismo della bellezza. Nel romanzo infatti Chéri è molto meno affezionato a Lea seppur attratto da lei sessualmente ed è innamorato dell'effetto che suscita nella donna più che della donna stessa. In un certo senso il romanzo è più realistico e amaro sul rapporto tra una donna matura e un giovane appena sbocciato. Un'amarezza che nel film è solo imputabile alla fine di un amore vero e al destino. Chéri come Lolita dunque ma quest'ultima arrivò almeno trent'anni dopo.
Il film di Frears mi è parso un omaggio alla bravura e alla bellezza, luminosa e non siliconica della Pfeiffer, da contemplare come un bel quadro di Toulouse -Lautrec.
In un momento in cui si fa un gran parlare di Madonna e del suo Toy-boy, Jesus Luz, scopriamo che guardando a ritroso le divine di oggi hanno in realtà scoperto l'acqua calda. Similmente potremmo dire del rapporto tra prostitute, ricchezza e potere con una differenza fondamentale: le "escort" dei tempi di Colette avevano classe, cultura e molta riservatezza.


Voto: 6,5

Katia Ceccarelli